BIGELF – Cheat The Gallows

Pubblicato il 13/10/2009 da
voto
7.0
  • Band: BIGELF
  • Durata: 00:56:53
  • Disponibile dal: 07/09/2009
  • Etichetta: Powerage Records
  • Distributore: Audioglobe

Se pensiamo che quando i Bigelf si formarono nel 1991 potevano essere tranquillamente catalogati come stoner rock act c’è da rimanere stupefatti ad ascoltare l’evoluzione che li ha piano piano portati all’ultimo “Cheat The Gallows”! I nostri hanno dapprima inserito partiture psichedeliche mutuate direttamente dai Pink Floyd, successivamente si sono cimentati con il prog rock settantiano, con l’hard rock e con il glam, per un risultato d’insieme assolutamente astruso. Non è da tutti miscelare Deep Purple, Uriah Heep, Beatles, Pink Floyd, T-Rex, Hanoi Rocks e chissà quante altre cose. “Cheat The Gallows”, astutamente immesso sul mercato europeo in concomitanza con il tour che vedrà i nostri supportare Dream Theater ed Opeth, è un concentrato di energia rinvigorente e ci mostra una band originale nel mischiare insieme del materiale vintage per donargli nuova linfa. Da buoni amanti della musica settantiana, i Bigelf ci sommergono di tonnellate di Hammond, ma non dimenticano il ruolo preponderante delle chitarre. A tutto ciò si aggiunga l’ottimo apporto del sax, che rende brani quali “Blackball” addirittura danzerecci. Ad aprire le danze troviamo l’eccellente “Gravest Show On Earth”, sorta di musical hard rock perfetta nel miscelare riffing lento e stoner a melodie beatlesiane. “Money, It’s Pure Evil” è una semi ballad che non perde il gusto della pomposità, così come la successiva e maggiormente vivace “The Evils Of Rock & Roll”, dove viene a galla tutto l’amore della band per i Purple e, soprattutto gli Uriah Heep. Dopo la delicata e psichedelica “No Parachute”, che ricorda alcune cose dei Cathedral di “Hopkins” e l’anonima “The Game”, si torna a rockare con “Superstar”, mix di ruvidezze seventies e di ammiccamenti ottantiani, tra Ac/Dc e Michael Monroe, senza dimenticare alcuni passaggi vicini ai Guns N’ Roses. “Race With Time” è un brano abbastanza trascurabile, mentre in “Hydra” tornano a farsi vive le influenze stoner, sepolte sotto una coltre psichedelica davvero niente male. A chiudere il tutto troviamo la progressiva “Counting Sheep”, dove i Genesis si fondono con i Pink Floyd, i Queen con i Black Sabbath ed i Kansas con un finale in stile Muppet Show! Teniamo d’occhio questi Bigelf in quanto, anche se spesso si spingono oltre i limiti della pacchianeria, sono una band in grado di destrutturare la musica e ricostruirla a loro piacimento, rispettando le proprie influenze ma al contempo riuscendo spesso a risultare personali. Stravaganti.

TRACKLIST

  1. Gravest Show On Earth
  2. Blackball
  3. Money, It's Pure Evil
  4. The Evils Of Rock & Roll
  5. No Parachute
  6. The Game
  7. Superstar
  8. Race With Time
  9. Hydra
  10. Counting Sheep
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