8.0
- Band: BILOCATE
- Durata: 01:12:49
- Disponibile dal: 11/06/2012
- Etichetta:
- Code666
- Distributore: Audioglobe
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Già molto apprezzati grazie al precedente lavoro “Sudden Death Syndrome”, i Bilocate si accasano saldamente presso la nostra sempre attenta Code666 Records e sfornano un altro quasi-capolavoro. Il loro terzo full-length album, intitolato “Summoning The Bygones”, è infatti un proditorio concentrato di progressive extreme melodic metal, che spazia con coraggio e capacità invidiabili attraverso un ampio spettro di sonorità e atmosfere, rendendo il platter assolutamente fruibile praticamente per ogni tipologia di metallaro in grado di superare un minimo l’ortodossia insita in ognuno di noi. Piccola particolarità dei Bilocate, il loro piccolo miracolo: vengono da Amman, Giordania, un Paese non esattamente pronto – per cultura e per strutture – a fornire supporto ad un combo così altamente preparato come il sestetto fondato dai fratelli Waseem e Ramzi Essayed, rispettivamente tastiere e voce. Eppure, con chissà quali risorse – certamente non da giordani appartenenti al ceto povero della popolazione – ecco che la band chiama Dan Swano a cantare in due brani e riesce a far mixare e masterizzare l’album da Jens Bogren (Fascination Street Studios di Orebro, Svezia, esattamente come per il precedente). Se per caso subito state pensando ad un accostamento, considerata la provenienza geografica, con Orphaned Land e Melechesh, cambiate subito rotta, in quanto se è vero che gli elementi estremi, melodici e progressivi sono del tutto presenti in “Summoning The Bygones”, il lavoro dei Bilocate è più orientato a riprendere suoni e ispirazioni di certo doom-gothic metal europeo dei Nineties, senza contornarlo, o comunque farlo in minima parte, di connotazioni folk. Quindi, ciò che la band asiatica mette sul piatto è un’alternanza ragionata, fluida ed organica di death-doom metal melodico e sinfonico, aperture decadenti e maestose che spostano l’ago della bussola verso il gothic metal, molteplici intervalli acustici e d’atmosfera, il tutto condito da superbi arrangiamenti di tastiera e pianoforte e da continue proposizioni di assoli e parti individuali. La voce varia versatile per tutto lo scibile metal, dal clean recitato al growl profondo. Dà subito ottimo esempio del suono Bilocate l’opener “The Tragedy Within”, ma i brani che più ci impressionano ed emozionano sono di sicuro “A Deadly Path” e l’incredibile “Hypia”, nella quale Swano svolge un lavoro egregio durante le strofe atmosferiche. “Passage” è invece una ballatona dal mood oscuro e sognante, che non disdegna però l’impatto di un songwriting maturo e completo; mentre da rimarcare anche la cover di “Dead Emotion” dei Paradise Lost, non una semplice suonata fra amici, ma una canzone riarrangiata come si deve. Termina i giochi e le musiche, la mega-suite da venti minuti “A Desire To Leave” che, in tutta sincerità, aggiunge poco al resto del lavoro, pur essendo un’ottima composizione. Dunque, tirando un po’ le somme di quanto scritto, ci troviamo di fronte ad un disco superlativo per abilità compositive, esecuzione, forma e sostanza. Per chi apprezza Novembers Doom, Opeth pre-“Heritage”, Novembre, Paradise Lost, Evereve e diciamo pure tutta la musica di qualità, i Bilocate sono per forza da segnare sul taccuino e recuperare! Bravissimi!
