BIPOLAR ARCHITECTURE – Metaphysicize

Pubblicato il 30/01/2024 da
voto
7.5
  • Band: BIPOLAR ARCHITECTURE
  • Durata: 00:40:43
  • Disponibile dal: 02/02/2024
  • Etichetta:
  • Pelagic Records

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Arpeggi ipnotici che si sviluppano in crescendo e loop che avvolgono l’ascoltatore fino a esplosioni di grida e parti black e screamo. Tutto questo è il seguito dell’intenso debutto “Depressionland” targato Bipolar Architecture e in questi due anni la formazione che ha sede tra Berlino e Istanbul ha messo in cantiere un’evoluzione del proprio mix di generi.
Infatti, i tempi base sono quelli del post e math rock più malinconico ma con accelerazioni e sovrapposizioni di batterie in doppia cassa e blast-beat che appartengono più alla sfera estrema, ricordo questo delle radici da cui il gruppo ha preso avvio, ovverosia dalle ceneri della band death Heretic Soul.
Questo afflato di musica ambient, shoegaze e onirica si apre però a suoni più moderni e qua e là prendono forma passaggi elettronici e scariche triggerate. Tutte queste svariate anime stanno alla base della composizione delle sette tracce del nuovo album “Metaphysicize” dei Bipolar Architecture, che passano dai momenti più post rock con rimandi agli Sleepmakeswaves del loro debutto, ai Mono di “One Step More And You Die” e ai God Is An Astronaut di “All Is Violent, All Is Bright”, come nell’introduzione di “Dysphoria” e “Immor(t)al”, a quelli più pestati e cupi che abbiamo già sentito nei Deafheaven di “Sunbather”. Niente di nuovo, quindi, ma ciò che suonano i quattro musicisti è talmente ben interpretato dal cantato sofferente di Sarp Keski (che è anche il principale autore dei testi e suona la chitarra acustica) che lo fa riverberare e risuonare ancora a lungo anche quando il silenzio si è impadronito delle casse.
I riff, gli assoli, i tapping e le melodie di Marcus Sander sono una resina nera che lentamente si espande dentro chi lo ascolta e non si toglie più: novelli cavalieri dell’Apocalisse, i Bipolar Architecture raggiungono poi momenti di puro black nei primi attimi di “Alienated” ma, come riporta l’aggettivo nel loro nome, le loro composizioni non sono mai univoche e quindi ogni pezzo è da scoprire nel suo svolgimento a fasi alterne, dicotomie di una stessa sensazione. Come al contrario è invece l’andamento di “Kaygi”, prima semplici note e ritmi in sedicesimi e poi definitivi riff spartiacque a delimitare l’ingresso in freddi territori di devastazione, con la batteria di Fatih Kanık a sfoderare un tappeto di colpi e il testo in turco a esplorare ancora di più ritmi e sonorità arcaiche.
Questo “Metaphysicize” dei Bipolar Architecture è un ottimo inizio musicale in questo 2024, una commistione di influenze che si mescolano perfettamente e abbraccia i gusti sia degli amanti dei generi strumentali ipertecnici sia di chi cerca un’anima oscura come lenitivo alle illusioni, come ben riassume “Disillusioned”.

TRACKLIST

  1. Metaphysicize
  2. Disillusioned
  3. Death Of The Architect
  4. Kaygı
  5. Alienated
  6. Immor(t)al
  7. Dysphoria
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