BIPOLAR DISORDER – Lélek Hamvak

Pubblicato il 13/04/2021 da
voto
8.0
  • Band: BIPOLAR DISORDER
  • Durata: 00:45:51
  • Disponibile dal: 05/04/2021
  • Etichetta:
  • DHS Records

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“Lélek Hamvak” è addirittura il quarto album dei Bipolar Disorder nel giro di un anno o poco più: libero da vincoli contrattuali con etichette, avendo deciso di operare in completo regime di autoproduzione, il polistrumentista ungherese Jøzsef Tøth ha deciso di dare sfogo a tutta la propria creatività, tanto da aver realizzato, sempre negli ultimi dodici mesi, anche le nuove opere di altri suoi progetti, tra cui i deathster Degragore e i blackster Nekrofília. La nuova fatica del musicista magiaro, possiamo dirlo fin da subito, appare stilisticamente molto differente da quanto prodotto nel recente passato sotto questo moniker: si passa da un death/doom sulla scia di primi Katatonia o Disembowelment a qualcosa di completamente diverso, solo all’apparenza più facilmente digeribile. La durata dei pezzi si è decisamente ridotta, pur attestandosi su una media sempre piuttosto elevata, tra i sette ed i nove minuti, ma la composizione è invece più varia: la caratteristica distintiva è sempre quella di un’alternanza fra ombre e luci, ma questa volta siamo più vicini ad una sensibilità black, sfiorando la vena drammatica degli Shining svedesi o dei Lifelover. Il cantato va dal growl tipico delle ultime opere ad uno screaming tagliente ed allucinato e, soprattutto, ad una voce pulita in diverse tonalità; un grosso passo avanti rispetto al passato in questo senso è la notevole prestazione del cantante Gábor Sütő, già comparso in alcuni album a nome Bipolar Disorder e mai incisivo come in questa occasione nel determinare le atmosfere talvolta cupe e deliranti e talvolta più ariose. E azzeccata pare anche la scelta di scrivere tutti i testi in ungherese che, perlomeno nei momenti in cui la voce è più decifrabile, rende ancor più stranianti le ‘nenie’ che si alternano alle esplosioni metal: si ascolti per esempio “Novemberi Esti”, un brano lento ed atmosferico, con le vocals simili ad una cantilena inquietante che cresce in una sorta di climax fino a trasformarsi in un latrato. Rimarchevole anche “Mors Absumit”, che inizia con un cantato teatrale, muta in una forma ambient, per poi chiudere con un death/doom sgraziato e claustrofobico.
Se, sotto l’aspetto musicale, le novità sono parecchie, è il concept a mantenere una certa continuità con il passato: le tematiche trattate sono al solito molto profonde, si combinano perfettamente con il substrato musicale e, ancora una volta, riguardano la mente umana e i suoi recessi più profondi. In questa occasione il legame con l’attualità è molto saldo: certo, un disco ispirato alla pandemia non sarebbe una novità di per sé di questi tempi, ma qui il virus è solo lo spunto per parlare di un malessere più radicato, di un altro virus, ossia tutte le negatività che la situazione odierna ha fatto esplodere. A detta dell’autore stesso, artista dalla personalità complicata, “Lélek Hamvak” (ceneri dell’anima) ci racconta di ciò che rimane nell’animo quando ogni dignità è svanita, e lo scopo dell’opera è quello di dare pace, forza e speranza; da qui il cantato pulito e le melodie piacevoli. Allo stesso tempo, però, non bisogna dare illusioni ingannevoli, perciò è stato necessario inserire anche suoni dissonanti e caotici per avere un quadro completo.
Un album spiazzante, diverso da ciò a cui i Bipolar Disorder ci avevano abituato, nato probabilmente da un impeto compositivo impellente, ma forse addirittura il più riuscito nella micidiale sequenza di uscite della band.

TRACKLIST

  1. Hamvak
  2. Novemberi Este
  3. Holdfogyatkozás
  4. Mors Absumit
  5. Magány
  6. Végtelen Csend
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