BLACK CROWN INITIATE – Selves We Cannot Forgive

Pubblicato il 04/08/2016 da
voto
7.0
  • Band: BLACK CROWN INITIATE
  • Durata: 00:51:28
  • Disponibile dal: 22/07/2016
  • Etichetta: Long Branch Records
  • Distributore: Audioglobe

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Partiamo con l’analisi di “Selves We Cannot Forgive”, ultima fatica in studio degli statunitensi Black Crown Initiate, facendo un passo indietro e tornando per qualche riga sulla valutazione finale del loro album di debutto del 2014. Il prog death di “The Wreckage Of Stars” ci aveva lasciato infatti un’impressione positiva che oggi sicuramente confermeremmo, ma molto probabilmente lo faremo anche con un mezzo punto in più rispetto al voto finale. Con il senno di poi dobbiamo riconoscere che il piacere nell’ascoltare il sopra citato lavoro è durato più del previsto, ed ha retto discretamente bene anche alla prova del tempo. A due anni di distanza i Nostri tornano sulle scene con un capitolo nuovo di zecca, il secondo della loro discografia (senza considerare l’EP di debutto). Le coordinate stilistiche diciamo che rimangono grossomodo le medesime anche se si segnala un generale lieve ammorbidimento/ammodernamento del sound. In particolare diremo che i riff e le partiture più death metal sono state ridotte ai minimi termini per dare ampio spazio a soluzioni talvolta più groovy, altre più prettamente prog rock. Diciamo quindi che oggi ci verrebbe da accostare la musica dei Black Crown Initiate più a gruppi quali Gojira, Meshuggah, Opeth, Mastodon e, perché no, Tool, piuttosto che a nomi quali The Faceless, Rivers Of Nihil o Fallujah. Sinceramente questa scelta sulle prime è stata apprezzata da chi scrive che, nel precedente capitolo, aveva proprio trovato nel riffing techno-death i maggiori margini di miglioramento. Mentre dobbiamo dire che stavolta abbiamo sentito qualcosa di più interessante nei frangenti più estremi (provate a sentire un brano come “Transmit To Disconnect” e diteci se non vi sono venuti in mente i Cattle Decapitation). Per contro, certe soluzioni di songwriting ci sono parse un po’ troppo improvvisate e assemblate da quanto di buono sentito qua e là dai vari gruppi sopra menzionati. Stiamo parlando soprattutto dei frangenti più rallentati e atmosferici, che abbiamo ritenuto a tratti dispersivi e fondamentalmente non così coinvolgenti. Come esempi citiamo i quasi nove minuti di “Belie The Machine”, francamente troppi per un brano con sostanzialmente poche idee, ma ripetute più e più volte, oppure la suite centrale di “Matriarch”, che se fosse durata la metà ci avrebbe consegnato uno dei brani più ispirati e rappresentativi del gruppo. Nel complesso però, deve essere chiaro, stiamo parlando di un disco piacevole da ascoltare, ben suonato e prodotto alla grande che accontenterà di certo gli amanti delle sonorità più moderne e in voga, e magari anche coloro che proprio non hanno digerito “Magma” dei Gojira.

TRACKLIST

  1. For Red Clouds
  2. Sorrowpsalm
  3. Again
  4. Belie the Machine
  5. Selves We Cannot Forgive
  6. Transmit to Disconnect
  7. Matriarch
  8. Vicious Lives
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