BLACK HOLE GENERATOR – A Requiem For Terra

Pubblicato il 01/12/2016 da
voto
7.0
  • Band: BLACK HOLE GENERATOR
  • Durata: 00:38:04
  • Disponibile dal: 18/11/2016
  • Etichetta:
  • Dark Essence Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

A dieci anni di distanza dal mini album di esordio, dire che avevamo memoria di questo progetto di Bjørnar Nilsen sarebbe piuttosto eccessivo; il Nostro è sicuramente più noto per la militanza negli sperimentali Vulture Industries e soprattutto per le collaborazioni con Helheim  e Taake, band, quest’ultima, cui ha contribuito anche il compagno di viaggio Dreggen. Con questo “A Requiem For Terra”, comunque, i Black Hole Generator confermano ed esaltano quanto sentito al tempo, ossia la volontà di sperimentare ben al di là delle barriere canoniche del black metal. L’album si apre con cadenze quasi doom, rallentatissime e mefitiche, sotto forma della title track, che diventa presto, grazie alla cavalcata delle chitarre, un pezzo manifesto di un certo approccio al black: avanguardistico, senza dubbio, ma capace di donare sprazzi di tradizionale oltranzismo, quasi che le altre esperienze musicali del duo non possano essere del tutto sepolte. Il cantato in particolare, qui come nel resto dell’album, passa con naturalezza da linee quasi epiche e pressoché pulite a strappi lancinanti. E’ questo l’elemento di forza, per esempio, della seconda traccia “Titan”, un pezzo che ricorda parecchio le composizioni dei Borknagar per le elaborate partiture e per un certo gusto ultraprogressive complessivo. Analoghe dinamiche permeano “Moloch”, dove però torna prepotentemente in primo piano una chitarra ipnotica e ossessiva, perfetto contraltare dei gorgheggi di Bjørnar e la successiva “Beneath A Chemical Sky”; fa capolino in questo brano anche un inserto di vago sentore folk, a testimonianza che gli espansi confini del genere possono essere toccati tutti con naturalezza. C’è spazio anche per pezzi dall’approccio più caotico, magari non dal punto di vista compositivo, ma sicuramente come impatto, ed è questo il caso di “Emerging Pantheon” o di “Earth Eater”, nel cui finale tornano le dilatazioni più plumbee sentite in apertura dell’album. Derive acuite nella conclusiva e cupa “Spiritual Blight”, che abbandona i cambi di tempo e di tonalità fin qui ascoltati a favore di una sorta di orazione mistica, che racchiude in pieno il concept dietro il titolo dell’album. Le numerose ospitate di alta caratura come Arve Isdal degli Enslaved o di Gjermund Fredheim, che ricambia il frequente apporto coi Taake, così come la riconoscibile e affascinante copertina di Costin Chioreanu, confermano la volontà di offrire un lavoro di un certo livello, sebbene per palati fini; ma il risultato è sicuramente raggiunto.

TRACKLIST

  1. A Requiem For Terra
  2. Titan
  3. Moloch
  4. Beneath A Chemical Sky
  5. Emerging Pantheon
  6. Earth Eater
  7. Spiritual Blight
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.