BLACK LUNG – Forever Beyond

Pubblicato il 03/03/2026 da
voto
8.0
  • Band: BLACK LUNG
  • Durata: 00:35:22
  • Disponibile dal: 06/03/2026
  • Etichetta:
  • Magnetic Eye Records

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Dal 2014, anno di uscita del loro esordio omonimo, i Black Lung suonano stoner e, dal punto di vista musicale, potremmo considerarli dei tradizionalisti, al punto da convertire al verbo del deserto anche brani di artisti piuttosto lontani (stilisticamente, non certo politicamente) dal quartetto di Baltimora, come il Marvin Gaye di “Inner City Blues”.
In questi dodici anni di carriera (un lasso di tempo notevole, per come evolvono le mode) la band ha pubblicato quattro album e alcuni EP/split, lavori che andrebbero sicuramente recuperati, prestando particolare attenzione a “Ancients” (2019), che della produzione dei Black Lung è – almeno, a nostro avviso – uno degli album più riusciti e rappresentativi.

“Forever Beyond”, edito da Magnetic Eye Records, rappresenta il quinto capitolo della storia del gruppo e risente dei tempi travagliati in cui stanno vivendo gli Stati Uniti. Ci sono diversi modi per esprimere il proprio dissenso nei confronti della direzione che ha intrapreso il mondo, e il quartetto sceglie il meno verboso possibile, omaggiando la leggerezza pensosa di album storici (ma altrettanto duri nei contenuti) come “Volunteers” dei Jefferson Airplane.
Dal punto di vista artistico, quindi, “Forever Beyond” contiene brani costruiti con la massima cura, sia sotto il profilo del songwriting sia degli arrangiamenti, scritto da musicisti esperti della materia che stanno trattando e in grado di saperla modellare a piacimento, come fossero mastri artigiani.
Potremmo dilungarci ancora in queste definizioni, ma così facendo verrebbe sminuito il concetto più importante, e cioè che “Forever Beyond” è una collezione di belle canzoni, a cominciare da “Traveller” (primo singolo e traccia di apertura del lavoro) che cita sfacciatamente gli Hawkwind nell’arrangiamento space rock e sorprende con un ritornello innodico degno dei migliori ASG, come pure la successiva “Death and Co.”, che si diverte a portare in orbita i primi Red Fang con un hard blues roccioso e al tempo stesso avvolgente, debitore degli ZZ Top.

Lo stoner delle origini rimane la base portante del lavoro, ma la band si presta, mai come in passato, a piacevoli divagazioni, come la ballata elettrica “Savior”, che sfrutta i ricami di tastiera del batterista/polistrumentista Elias Schutzman, o l’aura psichedelica che attornia un’altrimenti ruvidissima “Follow”; mentre “Forever Beyond Me” (altro refrain formidabile) recupera il suono robotico dei Queens of the Stone Age di “Rated R”.
La chiusura del disco è affidata al dittico di brani più ambiziosi: una “Border Hoarder”, quadretto elettrico e sognante che ci ha riportato alla mente gli Screaming Trees più malinconici, e “Scum”, introdotta da una parte strumentale quasi doom, poi tradizionalmente Kyuss nella parte cantata, prima di sciogliersi in un’affascinante coda psych.
Certo, il disco propone qualcosa che gli appassionati del genere hanno già ascoltato innumerevoli volte, eppure lo fa in modo sublime, senza perdersi nel mestiere o inciampare in riempitivi, preferendo un minutaggio essenziale (poco più di mezz’ora di durata): al giorno d’oggi tutto questo è tutt’altro che poco.

 

TRACKLIST

  1. Traveler
  2. Death & Co.
  3. Savior
  4. Follow
  5. Forever Beyond Me
  6. Border Hoarder
  7. Scum
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