BLACK MAGNET – Hallucination Scene

Pubblicato il 01/09/2020 da
voto
7.5
  • Band: BLACK MAGNET
  • Durata: 00:25:43
  • Disponibile dal: 04/09/2020
  • Etichetta: 20 Buck Spin
  • Distributore: Audioglobe

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Non abbiamo praticamente informazioni su James Hammontree, il polistrumentista dietro questo progetto, fatta salva l’esistenza di un breve EP datato un paio d’anno or sono, che in appena dieci minuti di durata mostrava un’acerba ma efficace manifestazione di violenza industrial, che trova in questo “Hallucination Scene” forma compiuta. Sulla scia di esperienze anche eterogenee ma tra loro accomunabili, come Godflesh, Front Line Assembly e Ministry, i Black Magnet mettono in musica il disagio urbano, la disconnessione psicologica e i rumori della schizoide vita contemporanea, attingendo al meglio di un filone che pare riscoprire ultimamente nuova linfa vitale, guarda caso in una fase in cui l’essere umano si trova sempre più costretto a riflettere sulla sua alienazione personale e sulle forze esterne che inaspriscono tale condizione.
Il disco è breve ma intenso, come si suol dire, con declinazioni eterogenee e coinvolgenti. Dopo un paio di brani perfetti per disegnare un crescendo di distaccato disagio, “Punishment Map” esplode nei territori terroristici di Alec Empire e dei suoi Atari Teenage Riot, mentre in tema di anni Novanta “Trustfucker”, primo singolo estratto dal disco, rimesta nei paesaggi sonori dei primi NIN e del Marilyn Manson più marcio, con anche sprazzi prossimi a un certo gusto goth; questi ultimi sono poi particolarmente evidenti in “Hegemon”, il brano più retrò e cupo del lotto. Abbiamo, ancora, gli accenni danzerecci e ottantiani di “Crush Me”, su cui lo spirito che aleggia con più forza è quello di Al Jourgensen, sebbene nella scanzonata versione Revolting Cocks.
Uno dei punti di forza complessivi del disco è il suono corposo, in cui non si perdono mai dettagli; e del resto troviamo in cabina di regia un certo Sanford Parker. È per certi versi facile ma efficace la scelta della batteria campionata, che funziona alla perfezione per il raggiungimento di un suono gelido e cibernetico, così come gli inserti di loop ed elettronica, mai sopra le righe ma rilevanti. Il risultato complessivo sono venticinque minuti di decostruzione e annichilimento che raggiungono il loro apice con la conclusiva “Walking In The Dark”, dissonante colonna sonora del mondo postmoderno retta da un campionamento pulsante e da una linea vocale abrasiva e declamatoria, perfetta per raccontare il lento ma inevitabile annichilimento del genere umano.

TRACKLIST

  1. Divination Equipment
  2. Anubis
  3. Punishment Map
  4. Neuroprophet
  5. Trustfucker
  6. Crush Me
  7. Hegemon
  8. Walking In The Dark
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