BLACK MAGNET – Megamantra

Pubblicato il 23/07/2025 da
voto
7.5
  • Band: BLACK MAGNET
  • Durata: 00:25:32
  • Disponibile dal: 25/07/2025
  • Etichetta:
  • Federal Prisoner

Spotify:

Apple Music:

I Black Magnet arrivano al traguardo, solitamente dirimente, del terzo disco con un’incubazione leggermente più lunga rispetto all’intervallo trascirso tra i primi due full-length; scelta ragionata, come testimoniato dal parto di un nuovo prodotto decisamente di qualità.
La prima differenza che salta all’occhio è la presenza di una vera e propria band al fianco del leader – e prima unico membro formale – James Hammontree: ne beneficia sicuramente la varietà della proposta musicale, sebbene a dar continuità dietro la consolle sieda ancora Sanford Parker, con il supporto di un altro ingegnere del suono di alto spessore: si tratta di Eric Gorman (Ben Harper, Blondie, ecc), che contribuisce con un lavoro di ricamo sui synth e le seconde voci.
Basta ancora poco alla band dell’Oklahoma per dipingere nuovamente un atroce e apocalittico affresco del mondo contemporaneo: appena venticinque minuti, intensi però come una sassata tra i denti.
Con i Godflesh e i Ministry, soprattutto del periodo “Filth Pig”, come eterni fari,  si parte subito con il wall of sound di “Endless”, riequilibrato nella seguente “Better Than Love” dalle rasoiate dissonanti che inseguono il ritmo di sample ipnotici, testimoni dell’amore che Hammontree rivolge anche alla vecchia scena rap, ovviamente sporcata in chiave crossover. “Spitting Glass” è quasi un ballabile affilato, che sintetizza Nine Inch Nails e quella componente ebm da sempre presente nel sound dei Black Magnet; più avanti, la devozione tanto all’universo sonoro di Justin Broadrick, quanto alla ricerca di Trent Reznor, si incrocia su “Birth”, che oltre a segnalarsi per la sua lunghezza (almeno rispetto agli standard del disco),  ci mette di fronte ai minuti più ossessivi e avvolgenti, non senza un oscuro gusto melodico. In generale, la seconda parte del disco riporta particolarmente sotto i riflettori la sottile linea rossa che collega i Black Magnet a band come Scorn o Uniform: “Coming Back Again” e “Null + Void” mostrano senza timore di plagio tali radici, offrendo tuttavia un sound più corposo e pulito, rispetto al puro assalto frontale. “Night Tripping” è un incubo costruito sulle rasoiate dei sintetizzatore e su una linea vocale nuovamente votata alla ricerca del beat allucinatorio, mentre la conclusiva “Smokeskreen” aggiunge spruzzate acide, a tratti orientali nel riff circolare, a un affresco che – nel monolitico mondo industrial, ben rappresentato dall’immagine di copertina ad opera di Jesse Draxler – non manca di spunti.
Ecco, forse “Megamantra” non entrerà nella Top Ten dell’anno anche per un sound meno organico rispetto ai precedenti dischi, ma non per questo si mostra mai sconclusionato, anzi: il tentativo di ampliare la palette sonora, senza inventare nulla, ma cambiando pelle con mestiere, riesce a mantenere alto l’interesse verso la loro proposta.

TRACKLIST

  1. Wound Signal
  2. Endless
  3. Better Than Love
  4. Spitting Glass
  5. Coming Back Again
  6. Null + Void
  7. Night Tripping
  8. Birth
  9. Smokeskreen
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.