BLACK MESSIAH – First War of the World

Pubblicato il 29/04/2009 da
voto
6.5
  • Band: BLACK MESSIAH
  • Durata: 01:04:39
  • Disponibile dal: 12/03/2009
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Arrivano al quarto episodio discografico i Black Messiah, formazione tedesca dedita ad un black sinfonico con elementi folk e viking riconducibili a band scandinave come i Månegarm e Thyrfing. Sebbene poco conosciuta nel nostro paese, la formazione ha raggiunto con il tempo ottimi consensi in Germania, e dando un occhio alla suggestiva copertina sembra che con questo “First War of the World” abbia deciso di compiere un netto salto di qualità. Grazie ad una produzione lontana dall’estremismo del black più classico e considerato l’ampio spazio dedicato alle melodie e all’utilizzo degli strumenti tradizionali, la musica dei Black Messiah risulta fruibile anche da chi solitamente non mastica il genere. Nutrita la formazione, composta ben sei elementi, anche se è il solo frontman Zagan a contendersi il ruolo di factotum districandosi tra microfono, chitarra e strumenti tradizionali come il violino e il mandolino. Superata la prolissa introduzione, totalmente narrata, tocca a “The Vanir Tribe” introdurre la nuova fatica della band teutonica e, lasciatecelo dire, non lo fa nel migliore dei modi: i Black Messiah cadono nella tentazione di partire con una traccia diretta ed aggressiva tralasciando ogni qualsivoglia elemento folkloristico, reale protagonista ed ingrediente trascinante della musica del sestetto. Riff portante scialbo, ritmica triviale e il cantato di Zagan che non graffia a dovere: elementi che contribuiscono a rendere il pezzo banale e vittima dell’anonimato più totale. Fortunatamente le sorti dell’album si risollevano già dalla successiva “Gullveig”, dove arrivano in soccorso il violino e il mandolino a donare corposità e vivacità al suono, arricchendolo di melodie ottimamente riuscite e ben amalgamate con l’aggressività della sezione ritmica. La qualità media delle composizioni è solo discreta e le seppur brevi introduzioni sparse nel disco sortiscono un effetto negativo sull’assimilabilità del lavoro, rendendolo tedioso ed esageratamente flemmatico. Negli oltre sessanta minuti di durata dell’album non si riscontrano picchi qualitativi o momenti particolarmente esaltanti: “Gullveig”, “Vor Den Torren Valhalls”, “Das Unterpfand” sono sicuramente buoni episodi ma rappresentano una risicata minoranza nella lunga e prolissa tracklist dell’album. Apprezzabile anche la cover “SöLdnerschwein” dei Die Streuner, classico episodio festoso e dall’alto tasso alcolico, che si fa apprezzare per il riuscito mix tra parti metalliche e l’inserimento di strumenti come flauto, fisarmonica e l’immancabile violino. Difficile comprendere come mai il gruppo abbia voluto utilizzare il tedesco per alcune tracce dell’album, spezzando in questo modo la completa comprensione del concept a chi non mastica perfettamente la lingua tedesca. Come avrete facilmente intuito “First War of the World” non riesce a colpire nel segno, segnando un deciso passo falso nella discografia dei tedeschi: inutile dirvi che nel genere non mancano band di riferimento e che svolgono il loro compito in modo assai migliore e convincente rispetto all’ultima fatica dei Black Messiah.

TRACKLIST

  1. Prologue - The Discovery
  2. The Vanir Tribe
  3. Gullveig
  4. Von Rachsucht und Lüge
  5. March of the Warriors
  6. Vor den Toren Valhalls
  7. The Battle of Asgaard
  8. The Chase
  9. Burn Vanaheimr
  10. Das Unterpfand
  11. Peace at A High Price
  12. Andacht
  13. Söldnerschwein
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