BLACK MESSIAH – Heimweh

Pubblicato il 12/01/2014 da
voto
6.5
  • Band: BLACK MESSIAH
  • Durata: 00:51:52
  • Disponibile dal: 29/11/2013
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Ad un solo anno di distanza ritornano i teutonici Black Messiah con il loro pagan metal agguerrito. I guerrieri della AFM Records ci regalano l’ennesimo album di un livello più che discreto, anche se a questa band dopo più di due decenni di attività manca ancora la realizzazione del fatidico capolavoro per la consacrazione definitiva. Non ci sono sostanziali novità rispetto al predecessore “The Final Journey”, il trademark della band è ormai già consolidato da diverso tempo ed assai difficilmente cambierà in futuro. Ottima anche stavolta è la produzione, semplice ma potente quanto basta per mettere in risalto le potenzialità del gruppo. Finalmente possiamo dire che la cover di un album dei Black Messiah sia finalmente seria ed elegante, niente a che vedere con le copertine di quasi tutti gli album pubblicati dalla band, sempre piuttosto discutibili causa una qualità grafica scadente. Dopo un’intro epica ma scontata, arriva subito il miglior pezzo del CD: “In The Name Of Ancient Gods”. Il brano parte con un riff dal sapore power metal, poi per fortuna vira in uno spendido giro di chitarra black metal che fa da base portante a tutta la canzone. Gli stacchi sovrastati dai synth ed una buona dose di dinamicità, superiore alla media dei gruppi che suonano pagan metal, fanno accostare i Black Messiah ai più noti e talentuosi Ancient Rites. Anche nella band tedesca, infatti, esiste una gamma di stili che si intersecano tra loro, dal power metal, al folk e al pagan metal, che per certi versi mantiene un retaggio black metal. L’esperienza e la bravura della band sono sufficienti a far quadrare i conti e a rendere la proposta musicale credibile ed efficace. Non mancano comunque su quest’album le cavalcate classiche del power o gli assoli di chitarra in stile classic heavy: ed è per questi motivi che i Black Messiah da anni si stanno progressivamente allontanando da quello che può essere considerato il loro pubblico naturale, quello che segue il pagan metal. Per contro, la band non è abbastanza ‘power’ per far breccia nella gente amante del metal non estremo. Al momento, dunque, i Black Messiah si fermano a metà strada: il loro genere è ancora un ibrido di ‘pagan metal’ dove più generi musicali si contendono la scena. Le due simil-ballad presenti su questa release non entusiasmano, mentre va sempre sottilineata la presenza positiva di uno strumento come il violino. Da menzionare ancora un brano come “Edmund Von Ostanglien”, che nella sua prima metà lenta può riportare alla mente i maestri e conterranei Menhir. “Heimweh” è in definitiva un buon album, seppur al suo interno la proposta sia ancora piuttosto eterogenea. Il voto tiene anche conto che da un gruppo con così tanta esperienza è lecito attendersi qualcosa di più dopo tutti questi anni di militanza.

TRACKLIST

  1. Symphonia Pagana
  2. In The Name Of Ancient Gods
  3. Jötunheim
  4. Wildsau
  5. Edmund Von Ostanglien
  6. Nidhögg
  7. Heimweh
  8. Die Quelle Der Weisheit
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