BLACK QUEEN – The Directress

Pubblicato il 03/08/2015 da
voto
4.5
  • Band: BLACK QUEEN
  • Durata: 00:43:38
  • Disponibile dal: 05/07/2015
  • Etichetta:
  • Distributore:

Attivi dal 1996, ma con qualche interruzione nel corso della loro lugubre carriera, gli americani Black Queen, creatura totalmente gestita ed ammaestrata da Pete Jay (bassista dei leggendari Assuck), propongono il secondo album della loro carriera, dopo qualche EP ed anche lavori un po’ fuori dal comune per una band metal come la realizzazione di una colonna sonora per un film horror. “The Directress” è un album che ha tantissimi punti deboli, benché sia prodotto dal un certo Billy Anderson, benché si avvalga del contributo di Wrest dei Leviathan, benché appunto abbia dalla propria, l’esperienza di artisti che sanno come comportarsi con strumenti in mano… punti deboli che si possono riassumere in una grande confusione compositiva. Si definiscono amanti delle colonne sonore dei grandi film thriller italiani, ma di tutto ciò, nell’arco di queste funeste canzoni, non v’è traccia. Lo svolgimento dell’album è puro caos completamente disorganizzato, pezzi disomogenei e poco incisivi in cui si passa dal death metal di stampo floridiano al doom ossianico e lisergico degli Electric Wizard (senza peraltro un grammo della loro personalità), per passare a scivoloni black metal che di oscuro ed inquietante non hanno proprio nulla, cercando di inserire passaggi prog psichedelici da orchite immediata. Tutto condito da timbriche vocali fastidiose, soprattutto quando  parti pulite o intermezzi lirici femminili  ogni tanto, senza un senso strutturale, spuntano tra un blast beat ed un mid tempo soffocante. Non si capisce quale sia la strada che la band americana voglia intraprendere, sembra che i Black Queen vogliano dimostrare all’ascoltatore di saper suonare e quindi conoscere svariati generi musicali e cercare di farli confluire in un’unica canzone: esperimento fallito. Per fare questo bisogna avere molto talento e non per forza di cose potrebbe essere una soluzione ottimale. Si possono scrivere canzoni evocative, malsane ed ispirate con pochi elementi, ma i Black Queen non riescono a scrivere un minuto che sia uno di musica interessante o per lo meno che non annoi. Si salvano da questa catastrofe soltanto la produzione del già citato Billy Anderson e qualche riff chitarristico che ci porta indietro di un po’ di  anni al death di Obituary ed Incantation. Nonostante una carrellata di ospiti, un signor produttore e dichiarazioni in pompa magna per questo ritorno dalle tenebre, i Black Queen hanno fallito miseramente.

TRACKLIST

  1. The Old Religion
  2. Silentium
  3. The Name Of Snakes
  4. 3rd Skies
  5. Forever Daggers
  6. Beneath The Barrow
  7. The Directress
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.