7.5
- Band: BLACK RAINBOWS
- Durata: 43:53
- Disponibile dal: 04/15/2016
- Etichetta:
- Heavy Psych Sounds
Spotify:
Apple Music:
A poco più di un anno dall’ottimo “Hawkdope”, ecco riapparire dall’angolo il nome dei fuzz-rockers più stacanovisti d’Italia, i Black Rainbows. A discapito di quanto si possa pensare, con così tante produzioni dal 2007 -siamo infatti al quinto lp, oltre agli ep-, il trio capitolino è sempre potente e psichedelico come si addice ad ogni produzione figlia di Fu Manchu, MC5 e compagnia post-zeppeliniana. Gabriele Fiori e la sua label Heavy Psych sono una istituzione per l’underground fuzzoso e svarionante della penisola italiana, e con questo “Stellar Prophecy” non si può che confermare il buon passo offerto dal precedente “Hawkdope”, ulteriormente plasmando il proprio sound verso quei territori, ora tornati in voga, di overdrive vintage ed effetti desert-rock direttamente dagli anni Settanta, ma offrendo un panorama di sfaccettature molto vicine tra loro (stoner, desert, space) eppure capaci di tenere incollati alle cuffie dall’inizio alla fine. Gli undici minuti di “Black Widow” (e dell’altro brano specchio “The Travel”) sono un po’ l’emblema del progresso evolutivo dei Black Rainbows, offrendo un blues psichedelico distorto e groovoso, fino ad un crescendo sul finale tipico del genere, ma assolutamente convincente, soprattutto se inserito in maniera strategica con pezzi più corti e diretti come “Woman” e “Evil Snake”, questa vicina alle lezioni Fu Manchu e Monster Magnet, gruppi che riecheggiano come eco per tutta la durata del disco. Poco importa però ai fini del prodotto finale che infatti convince in tutta la sua onestà performativa e che nasconde, come nelle premesse, un cuore psichedelico pulsante dalle molteplici sfaccettature. Una volontà di diffondere il Verbo dello Stoner Rock ai fedeli ai dettami degli Orange impolverati.
