BLACK SABBATH – Born Again

Pubblicato il 30/08/1983 da
voto
8.5
  • Band: BLACK SABBATH
  • Durata: 00:41:04
  • Disponibile dal: 07/08/1983
  • Etichetta: Vertigo
  • Distributore: Warner Bros

Con l’abbandono di Ronnie James Dio e Vinny Appice, i due Black Sabbath rimasti si sono ritrovati a suggellare, su suggerimento del manager Don Arden, uno strano sodalizio nientemeno che con l’ex Deep Purple, Ian Gillan. Il cantante rappresenta un po’ una scheggia impazzita all’interno degli equilibri dei Black Sabbath, per due motivi. In primo luogo per una questione di stile: Gillan, infatti, oltre ad essere un cantante estremamente diverso dai suoi due predecessori, ha anche uno stile di scrittura differente. I suoi testi raccontano di storie di vita vissuta, episodi di vita da rocker conditi con una sana dose di ironia e sarcasmo. Niente a che vedere né con l’immaginario oscuro e occulto dei primi Sabbath né tantomeno con i mondi epici e fantastici disegnati da Ronnie. Oltre a questo, c’è un tema legato alla personalità di Ian, che non è semplicemente un esecutore, bensì un artista carismatico che sa dare la sua impronta alle composizioni, che ne escono trasformate e plasmate dall’ugola del cantante.
Non stupisce, quindi, come l’interesse di fronte a questa unione sia elevato, sia da parte del pubblico che dei media: entrambe le parti hanno da guadagnarci e vale la pena fare un tentativo. Il rientro di Bill Ward, che sembra aver superato i suoi problemi di dipendenza da alcool e droghe, rimette in campo un altro dei membri originali, eppure inizialmente il progetto non sembra destinato ad uscire con il nome dei Black Sabbath. Si pensa ad una sorta di super-gruppo, un’esperienza completamente nuova, ma management e casa discografica si mettono di mezzo e “Born Again” finisce nella discografia ufficiale della band di Birmingham.
Le registrazioni, tenutesi ai Manor Studios, in Inghilterra, filano via lisce, in un clima goliardico: si racconta che Gillan e il resto della band si facessero continuamente scherzi piuttosto pesanti, tra furgoni distrutti, lussuose tende fatte quasi saltare in aria con i fuochi d’artificio e addirittura una barca (quella di Gillan) fatta affondare a colpi di martello e punteruolo da Bill Ward! Vezzi da rockstar a parte, c’è solo un intoppo che va ad incidere sulla resa del disco: il mixaggio, per un problema tecnico, risulta sbilanciato ma, quando la band se ne accorge, è ormai troppo tardi e il disco è già in stampa.
Molti estimatori dei Black Sabbath considerano “Born Again” come un episodio minore nella vasta discografia della band; altri, tra cui il sottoscritto, lo considerano un gioiello che, pur senza raggiungere i vertici di “Paranoid” o “Heaven And Hell”, può tranquillamente reggere il confronto con molti altri capolavori. Come potrebbe essere altrimenti per un album che si apre con una bomba come “Trashed”? Un brano veloce, aggressivo, con grandi chitarre e un Gillan carichissimo (sebbene in questo periodo inizi ad accusare i primi problemi alle corde vocali). Eccezionale anche “Disturbing The Priest”, il cui titolo deriva davvero dal fatto che la band, durante le prove, disturbasse i vicini, tra cui un prete! Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una composizione cupa, oscura e metallica, che contraddice chi potrebbe immaginare dei Sabbath in un certo senso alleggeriti dalla presenza dell’ex-ugola dei Deep Purple. Allo stesso modo non possiamo non citare “Zero The Hero”, canzone lunga ed articolata, caratterizzata da chitarre ribassate, una linea ritmica serrata (à la “Bloodsucker”, per restare in tema), un Tony Iommi in stato di grazia e Gillan letteralmente indiavolato. Infine, menzione d’onore anche per la title-track, più cadenzata, quasi malinconica, a fare da contraltare ad un pezzo frizzante ed energico come “Digital Bitch”. Cala leggermente il finale della seconda facciata con “Hot Line” e “Keep It Warm”, ma si tratta di piccolezze per un album dalle inaspettate qualità. Nonostante il successo (4° posto in classifica in UK), è chiaro a tutte le parti in causa che un esperimento come “Born Again” non è destinato a durare nel tempo. Il futuro dei Black Sabbath sembra molto incerto e, di lì a poco, ne rimarrà soltanto uno. Sempre lui, Tony Iommi.

TRACKLIST

  1. Trashed
  2. Stonehenge
  3. Disturbing the Priest
  4. The Dark
  5. Zero the Hero
  6. Digital Bitch
  7. Born Again
  8. Hot Line
  9. Keep It Warm
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