BLACK SABBATH – Seventh Star

Pubblicato il 30/01/1986 da
voto
7.5
  • Band: BLACK SABBATH
  • Durata: 00:35:00
  • Disponibile dal: 27/01/1986
  • Etichetta: Warner Bros
  • Distributore:

Gli anni immediatamente successivi al tour di supporto a “Born Again” non sono stati particolarmente felici per i Black Sabbath. Bill Ward, dopo essere rientrato per le registrazioni dell’album, aveva mollato il colpo per essere temporaneamente sostituito da Bev Bevan della Electric Light Orchestra, e anche Geezer Butler, stanco di queste continui cambi di line-up, aveva abbandonato la nave, lasciando come unico superstite Iommi. Anche Tony, in un primo momento, sente di non poter più andare avanti con il nome Black Sabbath e inizia quindi a lavorare ad un album solista.
L’idea iniziale è quella di costruire un disco con diversi cantanti (cosa che si concretizzerà poi nell’album “Iommi” pubblicato nel 2000), ma di fronte ai mille cavilli ed impedimenti burocratici imposti dai vari management e case discografiche, finisce per rinunciare. Nonostante tutto, però, il chitarrista si mette al lavoro e registra alcune demo. Ad accompagnarlo ci sono il bassista Gordon Copley ed il batterista Eric Singer, sezione ritmica della band della sua fidanzata dell’epoca, Lita Ford. Alle tastiere l’inossidabile Geoff Nicholls, mentre alla voce abbiamo Jeff Fenholt, cantante salito alla ribalta grazie alla sua partecipazione al “Jesus Christ Superstar” nel ruolo di Gesù. Come produttore viene assoldato Jeff Glixman, già noto per il suo lavoro con i Kansas, che però non ama molto il lavoro di Fenholt, tanto da convincere Tony a silurarlo. Iommi, quindi, si rimette alla ricerca di un cantante e, fortunatamente, in suo aiuto arriva un vecchio amico, Glenn Hughes, che accetta di buon grado di partecipare al progetto.
Con i brani già praticamente pronti e un talento naturale come quello di Glenn, le registrazioni filano via lisce, con l’unico intoppo di dover sostituire in corsa Copley con Dave Spitz. Il frutto di queste sessioni è “Seventh Star”, un album fortemente ancorato negli anni Ottanta che, pur contenendo anche ottime canzoni, soffre un po’ la prova del tempo: da una parte, infatti, la produzione di quegli anni non rende perfetta giustizia alla scrittura e dall’altra lo stile dell’album, con la voce di Hughes in primo piano, è molto distante dallo stile che ha fatto la fortuna dei Black Sabbath. Forse la sua sfortuna è proprio di uscire con quella assurda dicitura: ‘Black Sabbath feat. Tony Iommi’. Una soluzione voluta ovviamente dal management e dalla casa discografica per pure questioni di marketing, che scontenta un po’ tutti e in particolar modo Glenn che non ha mai avuto l’intenzione di diventare il nuovo cantante dei Black Sabbath. Visto con occhi diversi, è un buon album solista di Tony Iommi, cantato da dio e figlio del suo tempo. Convincono i brani più veloci e incalzanti, come l’iniziale “In For The Kill” o “Turn To Stone”, ma l’album regala grandi emozioni anche nei passaggi meno sfacciati. E’ il caso di “Heart Like A Wheel”, dalle plumbee sonorità blues; oppure “In Memory”, posta in chiusura con le sue atmosfere acustiche e malinconiche. Come singolo trainante viene scelta “No Stranger To Love”, ballata un po’ ruffiana, ma certamente godibile; tuttavia il vero capolavoro è la title-track, composizione epica che trasporta l’ascoltatore nei territori fiabeschi dei Black Sabbath dell’era-Dio, con un Glenn Hughes perfetto e un Tony Iommi in stato di grazia.
La nuova formazione dei Black Sabbath, dunque, deve mettersi in marcia per l’ennesimo tour, ma la situazione precipita rapidamente. Hughes è, in quel periodo, pesantemente assuefatto dall’uso di droghe, il che lo rende paranoico ed ingestibile. Durante una lite con una guardia del corpo, si becca un poderoso gancio sullo zigomo, che gli crea dei coaguli di sangue che compromettono la sua voce (altre versioni sostengono che fosse colpa semplicemente dell’abuso di droghe). Dopo appena sei date, Hughes viene messo alla porta senza troppe spiegazioni ed il tour procede con un sostituto, Ray Gillen. Ancora una volta, Tony Iommi deve rimboccarsi le maniche e ricominciare tutto da capo.

TRACKLIST

  1. In for the Kill
  2. No Stranger to Love
  3. Turn to Stone
  4. Sphinx (The Guardian)
  5. Seventh Star
  6. Danger Zone
  7. Heart like a Wheel
  8. Angry Heart
  9. In Memory...
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