BLACK SABBATH – Technical Ecstasy

Pubblicato il 18/10/1976 da
voto
6.5
  • Band: BLACK SABBATH
  • Durata: 00:39:58
  • Disponibile dal: 01/10/1976
  • Etichetta: Warner Bros
  • Distributore:

Dopo sei album di successo e un’infinità di concerti in lungo e il largo, qualcosa si rompe nella macchina perfetta che erano i Black Sabbath. Chissà, forse la spiegazione è la più semplice di tutte: i quattro spiantati ragazzi di Birmingham non hanno più fame e non sono poi così interessati all’idea di rimettersi al lavoro su un altro album. Tutti, con l’eccezione di Tony Iommi che, con quella testardaggine che gli permetterà di portare avanti la sua band per decenni, si rimbocca le maniche e si mette a comporre le nuove canzoni. A dargli una mano, Gerald Woodroffe, il tastierista che aveva suonato già su molti brani di “Sabotage”, che fa da supporto e da spalla a Tony nella composizione, aggiungendo i suoi sintetizzatori in tutti i pezzi. Gli altri tre, invece, fanno il loro dovere, senza però grande trasporto e la cosa, inutile negarlo, appare evidente. Oltre a questo, la direzione sonora intrapresa da Iommi e compagni appare ormai superata: i Black Sabbath, che avevano spazzato via con una forza deflagrante il vecchiume di un certo modo di intendere il rock degli anni Sessanta, si ritrovano oggi a costruire una musica ampollosa ed arzigogolata, fuori tempo massimo rispetto ad una scena musicale che, di lì a pochissimo, avrebbe partorito il fenomeno del punk.
“Technical Ecstasy” è dunque un album altalenante, che alterna brani interessanti ad altri banali o assolutamente fuori contesto nella storia dei Sabbath. Tra i primi possiamo citare l’iniziale “Back Street Kids”, trascinante ed energica, seppure senza quel tocco oscuro dei primi anni; oppure “You Don’t Change Me”, lunga composizione caratterizzata dalle tastiere e il piano di Woodroffe, con degli ottimi assoli di chitarra di Iommi; o ancora la conclusiva “Dirty Women”, che non brillerà per il testo, ma quantomeno mostra qualche bagliore dei vecchi Black Sabbath (non a caso sarà uno dei pochissimi pezzi riproposti dal vivo nella reunion). Il resto, invece, caracolla tra brani rock piuttosto scialbi (“Gypsy”, “All Moving Parts (Stand Still)” e “Rock ’N’ Roll Doctor”) e ballad (“She’s Gone” e “It’s Alright”). Entrando nel dettaglio di queste ultime, la prima è una maestosa e malinconica composizione per chitarra acustica ed archi, vicina se vogliamo allo stile di “Changes”, pur senza raggiungerne le vette emotive; la seconda, invece, è un curioso esperimento pop-rock, una ballata da classifica davvero anomala per la penna dei Black Sabbath, che ha in più la particolarità di essere cantata dal batterista Bill Ward.
Il disco, pubblicato nell’autunno del 1976, segna il primo flop commerciale per la band (per quanto ad oggi abbia venduto più di un milione di copie!), rendendo ancora più tesi i rapporti interni. Il futuro dei Black Sabbath appare sempre più incerto.

TRACKLIST

  1. Back Street Kids
  2. You Won't Change Me
  3. It's Alright
  4. Gypsy
  5. All Moving Parts (Stand Still)
  6. Rock 'n' Roll Doctor
  7. She's Gone
  8. Dirty Women
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