BLACK SWAN – Shake The World

Pubblicato il 22/02/2020 da
voto
6.5
  • Band: BLACK SWAN
  • Durata: 00:56:44
  • Disponibile dal: 14/04/2020
  • Etichetta:
  • Frontiers

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Dalle fucine instancabili della Frontiers Records ecco uscire, ancoora incandescente, una nuova all-star band, che raccoglie alcuni grandi nomi della scena hard rock mondiale. I Black Swan, infatti, vedono alla batteria Matt Starr (Mr. Big, Ace Frehley), al basso Jeff Pilson (Foreigner, Dokken, Dio), alla chitarra Reb Beach (Winger, Whitesnake e tanti altri), e alla voce Robin McAuley, di nuovo sotto la luce dei riflettori grazie al suo ritorno con Michael Schenker. Cosa aspettarci, dunque, da “Shake The World”, se non un cocktail di tutte le realtà citate all’insegna dell’hard rock e dell’AOR d’annata?
I quattro musicisti mettono sul piatto la loro esperienza e danno vita ad una manciata di canzoni ben costruite, potenti e suonate con innegabile maestria. L’ascoltatore, nei quasi sessanta minuti a sua disposizione, si imbatterà in accelerazioni telluriche e riff metallici (“Shake The World”), rocciosi mid-tempo (“Johnny Came Marching”), romantiche ballad figlie degli anni Ottanta (“Make It There”) e perfino qualche barocchismo a là Queen nella conclusiva “Divided/United”. Nulla di sensazionale, intendiamoci, ma è innegabile come un ascoltatore tipico delle formazioni citate troverebbe pane per i propri denti in questo lavoro dei Black Swan. Allora come mai una valutazione di poco superiore alla sufficienza? I motivi sono fondamentalmente due. Il primo è che, a dispetto di una squadra di professionisti assoluti, in più di un frangente la scrittura finisce per perdersi in passaggi inutilmente allungati e ripetitivi: l’intero album avrebbe potuto essere sforbiciato qua e là di una quindicina di minuti e il risultato finale sarebbe stato, a nostro parere, molto più efficace e concreto. Da questo punto di vista, sintomatica anche la scelta di chiudere spesso le canzoni con uno sfumato, che ci è sembrato sintomo di una certa frettolosità.
L’altra perplessità, invece, nasce dalla natura stessa di questo genere di progetti che, pur essendo sicuramente accattivanti con la loro capacità di unire personalità carismatiche e diverse per vedere ‘l’effetto che fa’, come direbbe il buon Jannacci, finiscono quasi sempre per lasciare uno strano retrogusto che sa di produzione in serie, per quanto lussuosa. E’ innegabile come questi quattro musicisti abbiano dato vita ad un prodotto formalmente ineccepibile (e trattandosi di professionisti di lunga data, questo ci sembra davvero il minimo sindacale da pretendere), tuttavia ci chiediamo se questo “Shake The World” possa considerarsi in qualche modo frutto di un’urgenza artistica o se rimarrà, invece, un progetto estemporaneo, che avrà o meno un seguito a seconda del risultato ottenuto sul mercato discografico. Ci auguriamo di sbagliarci, ovviamente, ma se dovessimo scegliere, opteremmo per la seconda.

 

TRACKLIST

  1. Shake The World
  2. Big Disaster
  3. Johnny Came Marching
  4. Immortal Souls
  5. Make It There
  6. She's On To Us
  7. The Rock That Rolled Away
  8. Long Road To Nowhere
  9. Sacred Place
  10. Unless We Change
  11. Divided/United
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