BLACK VIPER – Hellions Of Fire

Pubblicato il 16/10/2018 da
voto
8.0
  • Band: BLACK VIPER
  • Durata: 00:47:43
  • Disponibile dal: 14/09/2018
  • Etichetta: High Roller Records
  • Distributore:

Inutile ribadire ancora una volta quelle che sono le nostre considerazioni sulla cosiddetta ‘new wave of traditional heavy metal’: un movimento davvero ricco di potenziale, nato con lo scopo di rievocare gli stilemi tipici dell’heavy metal vecchia scuola, proposto però da menti giovani e possibilmente cariche di idee interessanti per permettere al genere di avere un futuro radioso. Il risultato inevitabile non poteva che essere quello attuale, ovvero un panorama relativamente saturo e distinguibile principalmente in due diversi tronconi in base alla qualità del prodotto: da una parte troviamo un nutrito numero di realtà francamente inutili e sprovviste di spunti particolarmente ispirati (per non dire anche di peggio in certi casi) mentre invece dall’altra si erge fiera quella che è la nuova avanguardia del suddetto filone, in grado di trovare la sua forza grazie a un fortunatamente corposo schieramento di band talentuose e dotate della giusta dose di capacità per approcciarsi al genere con tutta la genuinità del caso.
Venendo al punto, la domanda che tutti ci siamo posti, appena ci siamo ritrovati tra le mani il primo full-length dei norvegesi Black Viper, non poteva che riguardare, per l’appunto, da quale parte avremmo dovuto collocare il quartetto in questione. Ora che lo abbiamo ascoltato più volte, possiamo affermare senza alcun dubbio di trovarci di fronte a uno dei migliori esordi da parte di una recente realtà classic metal. Volendo spiegarci meglio, partiamo col descrivervi la proposta musicale di questi quattro ragazzoni di Oslo: si tratta sostanzialmente di un classico speed/heavy metal, caratterizzato però da una evidente ricerca della melodia, nonché da una sorta di complessità compositiva di fondo dal retrogusto quasi old school power metal; volendo fare un paragone con due entità più note, potremmo definire questo “Hellions Of Fire” un perfetto punto di incontro tra i nostrani Domine, cui viene spontaneo pensare anche leggendo i testi, e i cattivissimi belgi Evil Invaders, con in più tutti gli immancabili richiami ai capostipiti immortali del genere, oltre ovviamente al logico tocco personale. Non per niente l’etichetta che li promuove è la teutonica High Roller Records, attiva da ormai quasi quindici anni all’interno di un certo tipo di panorama musicale.
La iniziale titletrack rispecchia perfettamente quanto appena detto, trattandosi di sette minuti, che volano via in un lampo, in cui fasi più cadenzate ed evocative si alternano ad altre decisamente più furiose e adrenaliniche, al contrario della più breve e devastante “Metal Blitzkrieg”, la quale riesce comunque a non sembrare una semplice fucilata unica, grazie ad alcuni momenti più tranquilli in grado di spezzare l’eventuale monotonia. La successiva “Quest For Power – The Fountain Of Might” è invece una vera e propria suite di oltre dieci minuti, anch’essa dotata della giusta dose di varietà e con delle scelte di songwriting che ci hanno ricordato per certi versi le recenti produzioni degli Iron Maiden, senza tenere conto ovviamente della velocità chiaramente maggiore riscontrabile nelle fasi più spinte. L’accoppiata a base di “Storming With Vengeance” e “Suspiria” rappresenta probabilmente il picco più violento del pacchetto, in cui l’anima speed metal dei Black Viper si fa più presente, pur senza trascurare in alcun modo la musicalità e le melodie cantabili, insieme ai vari riferimenti a icone del genere come i canadesi Agent Steel, cui lo stesso vocalist Salvador Armijo sembra ispirarsi direttamente soprattutto al momento di fare libero sfoggio dell’ugola; facciamo inoltre un applauso al guitar work ad opera di Arild Myren Torp che qui, così come in tutta la tracklist, tra riff e assoli taglienti riesce davvero a farci godere. La seguente “Freedom’s Reign” rispecchia quanto detto sulle tracce iniziali dell’album, ma è con la conclusiva e lunga “Nightmare Mausoleum (The Sleeper Must Awaken)” che lo stupore si fa ancora più palpabile: una prima metà ancora più veloce ed aggressiva di quanto fatto in precedenza, cui segue un bridge oscuro e narrativamente ben studiato, che tuttavia non fa che precedere un finale nuovamente rapido ed adrenalinico, in corrispondenza del quale spicca senza dubbio l’ultimo ispiratissimo assolo di chitarra.
Sette tracce per una cinquantina di minuti di puro orgasmo metallico, che mai ci saremmo potuti aspettare basandoci solo sulla prima impressione, grazie ai quali possiamo catalogare questo “Hellions Of Fire” non solo come un esordio sfavillante e sorprendente, ma anche come una delle migliori uscite old school metal di questo prolifico 2018. Forse, con qualche spunto ricercato in più e con un retrogusto derivativo leggermente inferiore, si sarebbe quasi potuto parlare di un Top Album, ma allo stato attuale riteniamo che il voto da noi selezionato sia quello giusto per esprimere il nostro entusiasmo. Consigliato su tutta la linea a chiunque apprezzi le sonorità vecchia scuola.

TRACKLIST

  1. Hellions Of Fire
  2. Metal Blitzkrieg
  3. Quest For Power – The Fountain Of Might
  4. Storming With Vengeance
  5. Suspiria
  6. Freedom’s Reign
  7. Nightmare Mausoleum (The Sleeper Must Awaken)
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