BLACK VOID – Antithesis

Pubblicato il 26/05/2022 da
voto
6.5
  • Band: BLACK VOID
  • Durata: 00:38:24
  • Disponibile dal: 27/05/2022
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

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Lars Are Nedland, meglio conosciuto come Lazare, non ha certo bisogno di presentazioni, in quanto fondatore di una band come i Solefald e membro dei Borknagar. Nel 2021, con il coraggio che solo i musicisti del suo spessore possono avere, aveva pubblicato, sotto il monicker White Void, un album intitolato “Anti”, muovendosi con buona padronanza tra suoni anni ’70, blues ed heavy metal tradizionale, ambiti piuttosto lontani dal suo tradizionale terreno musicale.
A distanza di poco più di dodici mesi, ecco il secondo passo dell’artista norvegese, sotto altre spoglie, ossia come Black Void, ma collegato con un filo diretto al precedente, in cui tutto sembra essere la nemesi perfetta di quanto rilasciato un anno fa: dal bianco di “Anti” si passa al nero di “Antithesis”, come se l’intento fosse quello di mettere in mostra le due anime opposte dei due progetti, dimostrando come queste possano essere le facce della stessa medaglia. Per realizzare il proprio intento, Lazare ha arruolato Tobias Solbakk (batterista di Ihsahn e già nei White Void) e Jostein Thomassen (chitarrista dei Borknagar tra gli altri), dando vita a brani black metal diretti e con una forte attitudine punk, ma in cui non manca affatto la melodia. Le strutture sono semplici e i ritornelli spesso facilmente memorizzabili, pur non perdendo quasi mai in potenza. Anche a livello lirico la contrapposizione con il disco che l’ha preceduto è totale: mentre quello era imperniato sull’opera di Camus, questo ne è la più ferrea negazione, ispirato dal pensiero filosofico di Nietzsche nella sua fase nichilista (“Death To Morality”, con Hoest dei Taake alla voce, e “Nihil” sono titoli già abbastanza esemplificativi). Non sempre la tensione rimane alta come dovrebbe e qualche episodio al di sotto dello standard lo si può notare (“It’s Not Surgery, It’s A Knife Fight”), ma i pezzi più incisivi sono delle discrete botte, come “Reject Everything” e “Dadaist Disgust”, che vede ospite Sakis dei Rotting Christ e prende una deriva violentemente industrial. L’obiettivo è evidentemente quello di creare un qualcosa di realmente oltranzista, e in tal senso un po’ di sporcizia in più avrebbe contribuito ad accrescere quel clima malsano e necessario allo scopo; non è quindi una sorpresa che i pezzi più efficaci siano proprio quelli più ‘in your face’ e con uno spirito punk più marcato, mentre a convincere di meno sono le concessioni alla melodia, ma in generale possiamo considerarlo un esperimento convincente, soprattutto se preso nella sua interezza di due album antitetici ma complementari.

TRACKLIST

  1. Void
  2. Reject Everything
  3. Death To Morality
  4. Tenebrism Of Life
  5. No Right, No Wrong
  6. It's Not Surgery, It's A Knife Fight
  7. Explode Into Nothingness
  8. Nihil
  9. Dadaist Disgust
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