BLACKFINGER – When Colors Fade Away

Pubblicato il 26/09/2017 da
voto
8.0
  • Band: BLACKFINGER
  • Durata: 00:38:40
  • Disponibile dal: 15/09/2017
  • Etichetta:
  • M-Theory

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Un viaggio intimo alla scoperta del lato più oscuro del nostro ego. Scavare nel profondo, esplorare i meandri più reconditi dei nostri pensieri, cercando di portare a galla quei sentimenti che, volenti o nolenti, ci travolgono, stordiscono, facendoci perdere ogni speranza. Come un colore che sbiadisce, così è la nostra vita: per ridarle vigore e rendere il nostro animo più sicuro e sereno, è necessario portare a termine questa analisi interiore. Un percorso intricato, quasi onirico, trasformato in musica da Eric Wagner e i suoi Blackfinger che, con il qui presente “When Colors Fade Away, giungono alla seconda prova su disco. Un platter intenso, in cui la matrice doom la fa padrona, abbracciando l’inconfondibile timbro vocale del singer americano, capace di raggiungere tonalità sotterranee quanto lanciarsi in strigliate roche di notevole impatto emozionale. E’ lo stesso Wagner, infatti, ex leader nonché fondatore dei leggendari Trouble, il vero marchio di fabbrica di questo nuovo full-length che farà felici non solo i fan della vecchia scuola firmata Black Sabbath, ma anche gli amanti delle sonorità moderne più affini al groove/southern metal (Black Label Society), inserendo addirittura, a corredo di un pacchetto musicale già ottimo, episodi hard-rock di ‘zeppeliniana’ memoria. Un viaggio introspettivo, come detto, profondo, pesante, ma nel contempo sensibile e raffinato il quale, soprattutto nella prima parte, regala un saliscendi emotivo di tutto rispetto. Wagner protagonista si diceva, ma è tutta la band ad aver messo lo zampino in questo lavoro davvero lodevole: le linee melodiche tracciate dal duo composto da Terry Weston (ex Penance) e Matthew Tuite si strusciano perfettamente lungo i ritmi compatti e decisi, guidati dal basso di Matthew Cross e da David Snyder ‘on the drums’. E se troviamo nell’immediato un notevole tasso ‘sabbathiano’ nella misteriosa title track proprio in apertura di album, un richiamo alla band di proprietà di Zakk Wilde arriva con la successiva “Can I Get A Witness” quando un refrain groove-style spezza un incedere più cadenzato. Pur non essendo un concept album, i nove i brani sono legati l’un l’altro da un filo di passione che assume una diversa colorazione in base allo stato d’animo espresso dal singolo pezzo. E se “All My Sorrow” e “My Old Soul” si fanno notare per la loro profondità sonora e soprattutto vocale, “Afternow” introduce quel lato rock di cui si parlava qualche riga sopra, con un Wagner alle prese con tonalità più alte, degnamente raggiunte. Completo, emozionale, compatto; sicuramente, insieme alla title track, uno dei brani migliori dell’intero album. Ma il viaggio continua, così come la vita di tutti i giorni, aggrappata alle speranze che ognuno coltiva, affrontando al meglio le infinite difficoltà che ostacolano il raggiungimento delle stesse. La vita come un fiume, in grado di prendere velocità quanto rilassarsi nel suo continuo incedere: un’alternanza ben riflessa dai Blackfinger che con “Crossing The River Turmoil” tornano a cadenzarsi prima di “Beside Still Water”, brano di una pesantezza inossidabile. E quando tutto sembra ormai perduto, ecco un’altra perla firmata da Wagner e soci: la sottile, quasi malinconica, “Waiting For The Sun” lancia nell’orecchio dell’ascoltatore quel “forza, ce la puoi fare”, quel sostegno utile a rialzarsi e ripartire. Come? Prendendo “Till We Meet Again” e sparandola ad altissimo volume nelle casse del proprio stereo: poco più di tre minuti per una bomba di grinta superba e trascinante. Il vecchio Wagner l’ha fatta grossa stavolta: i colori possono anche sbiadire ma dopo un album del genere torneranno ad essere vivi più che mai.

TRACKLIST

  1. When Colors Fade Away
  2. Can I Get A Witness
  3. All My Sorrow
  4. My Old Soul
  5. Afternow
  6. Crossing The River Turmoil
  7. Beside Still Water
  8. Waiting For The Sun
  9. Till We Meet Again
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