BLASPHEMER – Ritual Theophagy

Pubblicato il 25/10/2016 da
voto
7.5
  • Band: BLASPHEMER
  • Durata: 00:28:02
  • Disponibile dal: 14/10/2016
  • Etichetta: Comatose Music
  • Distributore:

Per alcuni un disco come “Ritual Theophagy” dei Blasphemer saprà sicuramente di superfluo, di fuori tempo massimo. D’altronde non siamo più nei primi anni 2000, quando il filone ‘brutal’ imperversava ed etichette come la Unique Leader o la Neurotic sfornavano continuamente piccoli gioiellini: il genere pare vivere di sporadiche fiammate e le formazioni con veramente qualcosa da dire si contano sulle dita di poche mani, a dimostrazione di un ‘trend’ non più di prima fascia, finanche gregario se raffrontato al cosiddetto revival old school. Neanche a dirlo, non è a costoro che si rivolge questa recensione, bensì a tutti quelli che se ne fregano di ciò che va di moda ultimamente e che vedono in un certo tipo di death metal l’unica valvola di sfogo possibile della loro rabbia. Gente che dorme con la discografia di Insidious Decrepancy e Dying Fetus sotto il cuscino, che oltre alla velocità dettata dai blast beat non disdegna una sana dose di groove e che – più in generale – antepone a tutto la potenza e l’impatto, in una corsa a perdifiato verso i limiti del buon gusto. In questo il trio lombardo (con batterista statunitense al seguito, nella fattispecie Darren Cesca dei Deeds of Flesh) può ormai considerarsi una garanzia, e i ventotto minuti di “Ritual Theophagy – seguito del debut album “On the Inexistence of God” e dell’EP “Devouring Deception” – ne sono una più che valida dimostrazione. Un suono ferocissimo, a tratti incontenibile, giocato su un guitar work velenoso ma orecchiabile, a metà strada tra vecchia e nuova scuola US death metal, su una sezione ritmica viva e pulsante, con ampia partecipazione delle linee di basso, e su un assalto vocale piuttosto variegato, curiosamente simile a quello del caro vecchio Glen Benton (niente pig squeal, insomma!). La tracklist consta di undici brani, iniezioni di pura blasfemia della durata approssimativa di due minuti, e non tarda a regalare diversi passaggi sopra la media, in cui gli arrangiamenti colpiscono sia per la loro freschezza che per la loro spaventosa efficacia, zittendo ogni accusa di mancanza di personalità. In effetti, quando alla base di tutto ci sono riff come quelli di “Antichristian Extremism”, “Annihilated Divinity” e “Obscuring the Holy Light” (per non parlare della titletrack, omaggio sui generis al black metal norvegese), non c’è discorso che tenga. L’unica preoccupazione può essere quella di riscoprire il proprio lato barbaro e gettarsi nel pit. Bentornati, ragazzi.

TRACKLIST

  1. Suicide for Satan
  2. You Are Nothing
  3. Jesus Rapes
  4. Worship in the Void
  5. Antichristian Extremism
  6. Annihilated Divinity
  7. Obscuring the Holy Light
  8. Crucifix of Shit (Stench of Prophet)
  9. Fetishistic Idolatry of the Cross
  10. I Deny
  11. Ritual Theophagy
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