BLIND GUARDIAN – Twilight Orchestra: Legacy Of The Dark Lands

Pubblicato il 07/11/2019 da
voto
8.5
  • Band: BLIND GUARDIAN
  • Durata: 01:15:24
  • Disponibile dal: 08/11/2019
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Esistono situazioni in cui una esaustiva premessa risulta essere d’obbligo: detto molto chiaramente, per chi vi scrive questa potrebbe essere forse la recensione più difficile in assoluto da che si è intrapresa la strada del giornalismo musicale; non soltanto per via della natura decisamente atipica del prodotto in questione, ma anche perché la band il cui nome spicca in copertina è notoriamente una delle preferite in assoluto di chi ora si appresta a narrarvi le cronache delle cosiddette Terre Oscure.
In queste settimane si sono lette molte cose in merito al tanto atteso e chiacchierato album orchestrale ad opera dei teutonici Blind Guardian, ma quando finalmente ci si ritrova per le mani il prodotto finito tutto cambia, compreso l’approccio da adottare per esporre un parere dettagliato in merito a quella che sarà sicuramente una delle uscite più discusse dell’anno. Le domande che giustamente molti si saranno posti sono essenzialmente due, ed è proprio da queste che vogliamo partire per fornire una visione il più completa ed obiettiva possibile.
La prima naturalmente non può che riferirsi alla possibilità o meno di dedicarsi all’ascolto di questo “Legacy Of The Dark Lands” come se si trattasse di un comune disco metal. Ebbene, riteniamo che sarebbe oltre modo erroneo utilizzare il medesimo orecchio che riserveremmo ad un qualsivoglia prodotto appartenente al nostro genere preferito, e questo per un motivo invero piuttosto chiaro, da ricercare non solo nella totale mancanza di chitarre distorte e ammennicoli vari. Poiché questo non è un semplice album di musica moderna, ma bensì una vera e propria opera di stampo orchestrale, che mira a raccontare una storia fatta di epicità, fratellanza, magia e oscurità; il tutto con una solida base fantasy dettata dallo splendido lavoro svolto dallo scrittore Marcus Heitz, che ha voluto creare un intero universo narrativo solo per questo album: un vero e proprio racconto rivolto a tutti coloro che amano questo specifico filone letterario, e che non si scoraggiano al pensiero di lasciarsi avvolgere da una lunga serie di intermezzi e brani composti con testa e cuore, sui quali poter letteralmente chiudere gli occhi, così da poter immaginare in tempo reale ogni singolo avvenimento narrato. Per chiunque fosse interessato ad approfondire ulteriormente le gesta dell’avventuriera Aenlin Kane, figlia di Solomon, in terra tedesca, si può trovare tranquillamente una versione scritta in lingua inglese in formato e-book.
Per quanto riguarda la musica, riteniamo superfluo fare un’analisi dei singoli brani, trattandosi in un certo senso di una composizione unica e maestosa, da vivere dall’inizio alla fine, decretando quali siano le fasi più riuscite solo in base ai propri gusti. Vi anticipiamo però che passare dall’atmosfera ancora relativamente calma di “War Feeds War” e “Dark Cloud’s Rising” alle ben più battagliere “Harvester Of Souls”, “This Storm” e “Beyond The Wall” è quanto di più naturale ci si potrebbe aspettare, grazie a una coerenza nell’evoluzione della tracklist studiata nei minimi dettagli. Con un po’ di fantasia, complice un comparto strumentale completo e ricco, ci si potrebbe tranquillamente realizzare la colonna sonora di un film fantasy di serie A.
Alla luce di tutto questo, la seconda domanda potrebbe sembrare ancora più scontata della prima, dal momento che tutti gli appassionati si saranno più volte chiesti se “Legacy Of The Dark Lands” si possa davvero considerare un album dei Blind Guardian a tutti gli effetti; e in questo caso, dipende tutto da quale visione specifica si abbia dei suddetti bardi germanici al momento di leggere queste parole. Noi personalmente, in poco più di un’ora e un quarto, abbiamo provato un numero incalcolabile di emozioni, fomentandoci e commuovendoci ad ogni ascolto, e continuando imperterriti a percepire quell’impeto eroico e battagliero che permea da sempre ogni lavoro ad opera di Hansi Kursch e soci. Quest’ultimo in particolare appare come il vero protagonista in diversi frangenti, grazie ad un’interpretazione magistrale abbinata all’impeccabile esecuzione e ad una produzione che non lascia spazio ad eventuali sbavature.
Giunti a questo punto, possiamo tranquillamente ribadire che approcciarsi a quest’opera come ad un qualsiasi lavoro di genere anche solo accostabile al metal sarebbe un errore, tanto quanto negare che si tratti effettivamente di un album dei Blind Guardian in tutto e per tutto: epico, magico, energico e toccante, seppur proposto in una veste totalmente inedita rispetto a quanto i bardi abbiano mai avuto modo di immettere sulle scene, nel corso della loro lunga e scintillante carriera. Tutto questo conferma le incredibili capacità di una band che non ha mai voluto adagiarsi su un unico stile limitato da dettami di sorta, continuando a crescere, sperimentare e rischiare con la propria musica, senza mai snaturarla. Inoltre, si fanno ancora più palesi gli innumerevoli punti di contatto tra il metal e la musica classica, che certamente non sfuggiranno ad un orecchio attento e colto; fermo restando che stiamo pur sempre parlando di un prodotto al cento per cento orchestrale, e che come tale va trattato.
Concludiamo questa recensione ben consci che molti non saranno d’accordo con quanto da noi esposto, e che sicuramente le discussioni in merito si sprecheranno nei prossimi mesi; tra gente che amerà l’epopea delle Terre Oscure e chi invece la etichetterà malamente poiché troppo pretenziosa, nonché distante dalla propria personale concezione di quello che i Blind Guardian dovrebbero essere.
Volontariamente scegliamo di non collocare “Legacy Of The Dark Lands” uno o due gradini più in alto, nonostante il voto ben visibile qui sopra, poiché mai come oggi ci è stato difficile stabilire quale sia il giusto modo di catalogare un prodotto appena recensito. Per quanto ci riguarda, la parola ora può passare agli ascoltatori; chi scrive la sua l’ha abbondantemente detta, determinato a non abbandonare le Terre Oscure per molto tempo.

TRACKLIST

  1. 1618 Ouverture
  2. The Gathering
  3. War Feeds War
  4. Comets And Prophecies
  5. Dark Cloud's Rising
  6. The Ritual
  7. In The Underworld
  8. A Secret Society
  9. The Great Ordeal
  10. Bez
  11. In The Red Dwarf's Tower
  12. Into The Battle
  13. Treason
  14. Between The Realms
  15. Point Of No Return
  16. The White Horseman
  17. Nephilim
  18. Trial And Coronation
  19. Harvester Of Souls
  20. Conquest Is Over
  21. This Storm
  22. The Great Assault
  23. Beyond The Wall
  24. A New Beginning
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