BLIND ILLUSION – Wrath Of The Gods

Pubblicato il 04/10/2022 da
voto
7.5
  • Band: BLIND ILLUSION
  • Durata: 00:41:11
  • Disponibile dal: 07/10/2022
  • Etichetta:
  • Hammerheart Records

Ha una sua freschezza e un’ariosità quasi insperata, il nuovo album dei Blind Illusion. La formazione californiana era finora rimasta un mero oggetto di culto grazie al celebrato primo album “The Sane Asylum” e al fatto di aver ospitato nella sua line-up due personaggi come il bassista Les Claypool e il chitarrista Larry LaLonde, divenuti famosi in seguito per le bizzarrie dei Primus. La parabola della band andò invece a interrompersi presto, nel 1992, con successivi tentativi di ripartenza non esattamente fortunati. Rimasto da solo a occuparsi del progetto, il cantante/chitarrista Marc Biedermann ha sfornato tempo addietro un secondo album un poco confusionario e lontano dal thrash degli esordi: “Demon Master” appariva come un tentativo maldestro di sperimentazione senza capo né coda, non è un caso sia stato ripudiato piuttosto in fretta e non se ne faccia praticamente menzione nella presentazione del qui presente “Wrath Of The Gods”. In questo caso i presupposti sono assai più seri e si va chiaramente a riallacciarsi con il discorso interrotto prematuramente ai tempi dello split dei primi anni ’90.
Ancora con il solo Biedermann a rappresentare la line-up originaria, questa volta attorno vi sono personaggi di un certo rilievo e garanzia di affidabilità: il chitarrista ex Heathen Doug Piercy e soprattutto l’ex drummer dei Death Angel Andy Galeon sono naviganti esperti nelle limacciose e turbolente acque del thrash, thrash che è il rassicurante spirito guida di questo rientro discografico. La fedeltà alla linea tracciata con “The Sane Asylum” poteva essere forse data per scontata, non fosse altro per calamitare le attenzioni del proprio pubblico di riferimento; era un’incognita invece il modo in cui lo si sarebbe ripreso in mano, questo thrash, alla luce delle sbandate prese con “Demon Master” e dell’assenza di altra attività da parte di Bidermann in altri progetti.
Invece, lo diciamo abbozzando un sorriso compiaciuto, ci siamo. Ci siamo per tanti motivi. Il primo è il piglio scattante e in linea con i ritmi agili crossover-oriented di “The Sane Asylum”, un qualcosa che rende facile dialogare coi contenuti di “Wrath Of The Gods” senza doverne trovare una difficile chiave di lettura. Il secondo è l’elaborazione dei riff, che rifuggono la tentazione di cavalcare motivi facili e ignoranti e ci danno in pasto qualcosa di velenoso, tagliente e corroborato da sfumature aspre e oscure, figlie di un thrash ‘pensato’ e amaro nelle sensazioni evocate. Terzo motivo, collegato al precedente, è la cura certosina nel disegno di armonie e assoli, una ricchezza strumentale memore di quanto possa essere espressivo il thrash se le chitarre, oltre ad aggredire, si occupano anche di creare un clima cerebrale e inquieto. Se la sezione ritmica sta sull’essenziale, non lesinando in tempi singhiozzanti e spezzettati derivati appunto dal crossover, ecco che lo svolgimento generale dei brani media accuratamente tra un impatto energico e urgente e le contaminazioni con hardcore, alternative e lievi inflessioni funk. Con Biedermann tornato spigliato e sardonico dietro il microfono, ecco allora che escono con naturalezza delle belle staffilate tipicamente Blind Illusion, che non sfigurano al cospetto dell’ormai vecchio di trentaquattro anni “The Sane Asylum”. È la Bay Area più eclettica, contaminata e un poco stralunata quella che riemerge in “Wrath Of The Gods”, attraverso episodi mediamente lunghi, elaborati e dalla natura camaleontica.
Non è il thrash all’arma bianca, martellante e da chiamata alle armi di gente come Testament ed Exodus, tanto per intenderci, o lo è solo in parte, perché il meglio il quartetto lo propone quando esce dal quadro dell’assalto nudo e crudo e frulla groove, vocalizzi un po’ teatrali, un basso pulsante e istrionico – non è lo stile di Claypool, quello dell’ottimo Tom Gears, ma si nota la volontà di stare in quei solchi – e spietato feeling. Si spazia comodamente dagli stacchi spaccaossa della ferale “Slow Death” al saltellio delle sinuosità funk di “Spaced”, dall’incalzare frenetico ed elaborato di “Protomolecule” ai controtempi spiazzanti di “Behemoth”, apprezzando divagazioni e solismi di pregio, che elevano esponenzialmente il valore di ogni singolo pezzo. A volte quasi ci si dimentica della natura thrash del progetto, tanto la musica prende una piega variopinta che poco sembrerebbe c’entrare col genere di appartenenza. È questa in fondo la qualità migliore dei Blind Illusion, quella che gli permette di confezionare un album di rientro fresco e appassionante dalla prima all’ultima nota. Bentornati!

TRACKLIST

  1. Straight as the Crowbar Flies
  2. Slow Death
  3. Protomolecule
  4. Spaced
  5. Wrath of the Gods
  6. Behemoth
  7. Lucifer's Awakening
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