BLINK-182 – Enema Of The State

Pubblicato il 12/06/1999 da
voto
8.5
  • Band: BLINK-182
  • Durata: 00:35:17
  • Disponibile dal: 01/06/1999
  • Etichetta:
  • MCA Records

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L’inizio della fine. Se “Dookie” nel 1994 aveva aperto le porte del successo al cali-punk, sei anni dopo “Enema Of The State” ne raccoglie il testimone e chiude il cerchio, dando inizio ad una nuova generazione, simile sulla carta ma nella sostanza radicalmente diversa. Nonostante le apparenti somiglianze, dall’attitudine cazzona alla ricerca del ritornello perfetto, i sei anni che separano i Green Day (nati nel 1986) dai Blink-182 (in attività dal 1992) si fanno sentire, edulcorando sempre più la già labile carica sovversiva del punk in favore della componente più pop e festaiola. Influenzati più di ogni altra cosa dai seminali Descendents, Tom De Longe e Mark Hoppus iniziano a farsi conoscere a metà degli anni ’90 con “Chesire Cat”, disco di debutto registrato in tre giorni che frutta loro l’interesse di diverse etichette: alla fine è spuntarla è la MCA, sotto la cui egida esce nel 1997 “Dude Ranch”, ma nonostante il discreto successo (soprattutto in Australia) il pubblico di riferimento è ancora quello del Vans Warped Tour e dintorni.
Per il grande salto mediatico occorre aspettare ancora un paio d’anni, quando un mix di elementi trova l’incastro perfetto. Per prima cosa la line-up trova la sua definitiva forma quando lo storico batterista Scott Raynor, stanco della vita in tour e affetto da alcolismo, viene sostituito per uno show da Travis Barker, all’epoca in forza agli Acquabats ma in grado d’imparare tutta la scaletta nel giro di tre quarti d’ora: inutile dire che il posto dietro al drumkit sarà suo e le ritmiche dei Blink-182 non saranno più le stesse, grazie ad un musicista che poco ha da invidiare ai virtuosi dello strumento (anche fuori dal punk-rock). L’altro punto di svolta è l’incontro con il produttore Jerry Finn, già artefice di “Dookie” dei Green Day, che diventa di fatto il quarto membro della band e porta ad un altro livello gli arrangiamenti, includendo anche dei preziosi passaggi di tastiere. Il terzo e maggiore fattore è la spinta garantita dall’allora onnipotente MTV: complici dei video a loro modo geniali, l’esposizione di “What’s My Age Again” e “All The Small Things” è pari se non superiore alle boy band che loro stessi parodiavano, facendo conoscere il trio anche alle casalinghe di Voghera. Come nel caso dei Green Day, ridurre il successo ad un paio di singoli di punta (e una pornostar in copertina) sarebbe tuttavia riduttivo. Anche se la piena maturità compositiva arriverà soltanto con il successivo “Take Off Your Paint And Jacket”, i testi sono probabilmente quelli più sinceri mai scritti da De Longe e Hoppus. Dall’ironia dell’opener “Dumpweed” (il cui ritornello “Need a girl that I can train” è riferito alla superiorità delle ragazze, relegando i maschietti a menti superiori solo ai cani) alla già citata “What’s My Age Again”, passando per gli amori adolescenziali (“Don’t Leave Me”, “Going Away To College”), il suicidio (“The Adam’s Song”, l’unica seria del lotto ma comunque in grado di parodiare il celeberrimo ‘Veni Vidi Vici’ di Giulio Cesare con il geniale doppio senso “Never conquered rarely came”) e la semplice voglia di fare casino (la conclusiva “The Anthem”), in poco più di mezz’ora è racchiuso il diario degli adolescenti (maschi) negli anni ’90. E non è un caso che, oltre all’impatto culturale su una generazione cresciuta tra “American Pie” e Chatroulette, dopo il successo di “Enema Of The State” sia emersa una nuova ondata di band pop-punk (New Found Glory, Sum 41, Simple Plan, Good Charlotte, Fallout Boy e Fenix TX, giusto per citare i principali) dando inizio ad una nuova era mainstream che finirà con l’annacquare ancora di più la già labile eredità dello spirito del ’77. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.

TRACKLIST

  1. Dumpweed
  2. Don't leave me
  3. Aliens exist
  4. Going away to college
  5. What's my age again?
  6. Dysentery Gary
  7. Adam's song
  8. All the small things
  9. The party song
  10. Mutt
  11. Wendy clear
  12. Anthem
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