5.5
- Band: BLISS INFECTION
- Durata: 00:56:43
- Disponibile dal: //2005
- Etichetta:
- Vacation House Records
- Distributore: Venus
Niente da fare, il problema più grosso da superare per le band italiane, verso una possibile affermazione all’estero, resta e rimane sempre lo stesso: cimentarsi decentemente con la lingua inglese. Ne sono, purtroppo, brillante esempio i friulani Bliss Infection, all’esordio su full-length, tramite l’iper-prolifica Vacation House, dopo una decina d’anni di attività (tra alti e bassi): musicalmente parlando, come spesso accade alla maggior parte dei combo nostrani, il quartetto di Gorizia è più che interessante, dato che punta a riportare in auge le sonorità tanto amate/odiate nella prima metà dei Nineties dei vari Nirvana, Mudhoney, Green River, Silverchair e tutta la serie di fenomeni grunge che ormai da diversi anni a questa parte è stata costretta a cedere il passo. E non si tratta di pseudo- o post-grunge, come ad esempio quello di ampio successo dei Nickelback…qui siamo di fronte proprio ad un equo sovrapporsi ed alternarsi di pezzi strizzanti l’occhio al punk più abrasivo (“Hail Of Pain”, “Sick Time”, l’ottima “Tyrannicide”) e semi-ballad orecchiabili e, al tempo stesso, delicate e disperate (“Wrong”, “Time Goes By”, la stupenda “The Rain On Purple Flowers”). Tutto piuttosto interessante e ben concepito, arrangiato con la giusta perizia e prodotto in maniera grezza e diretta (si presume sia stata un’operazione volontaria, da approvare in pieno). I brani sono riconoscibili quasi dal primo ascolto e, pur non essendo dei capolavori, riescono a far tornare indietro nel tempo quel tanto che basta per passare una divertente oretta. Quindi, spiace davvero dover scendere sotto la sufficienza solo a causa dell’inglese imbarazzante propostoci dai Bliss Infection: non si vuole offendere nessuno, sia chiaro, ma in “Memory” si toccano livelli davvero mediocri e viene da chiedersi se anni di ascolto di musica in inglese non servano proprio a niente… Un vero peccato, per la miseria. Speriamo vivamente che in futuro la band in questione migliori sotto questo punto di vista, in quanto il coraggio di proporre un genere ormai in disuso è tutto dalla loro parte!
