BLOOD FROM THE SOUL – DSM-5

Pubblicato il 10/11/2020 da
voto
7.0
  • Band: BLOOD FROM THE SOUL
  • Durata: 00:51:27
  • Disponibile dal: 13/11/2020
  • Etichetta:
  • Deathwish Inc.

Spotify:

Apple Music:

La pandemia non ha certo colto impreparato Shane Embury, che dopo il recente ritorno dei Venomous Concept ha deciso di riesumare un altro suo storico progetto, i Blood From The Soul. Era dal 1993 che non avevamo più notizie di questa band, nata quasi per gioco in un’epoca mirabile in cui spuntavano gruppi sperimentali e indimenticabili come appunto loro, i Nailbomb o Fudge Tunnel, in grado di unire chitarroni death, ritmiche industriali e visioni apocalittiche. Lasciato per strada il sodale del tempo Lou Keller, questa volta Shane ha al suo fianco Dirk Verbeuren e Jesper Liveröd a comporre una sezione ritmica solidissima e assassina, conferma per sé la scelta della sei corde e si fa prestare l’ugola al vetriolo di Jacob Bannon.
Il risultato è un ottimo salto nel tempo, che ci fa rivivere proprio le atmosfere malate e insieme libere da barriere della prima metà degli anni Novanta, per quanto perfettamente proiettato ai giorni nostri in termini di produzione e sonorità. La lezione dei Converge si sente eccome, anche se Bannon non cede quasi mai a quegli stacchi vocali più emozionali che spesso caratterizzano la sua band madre, optando piuttosto per una ricerca ad ampio spettro tra strida, gorgheggi rauchi e passaggi più ieratici; proiettando così perfettamente un concept che – per quanto non formalmente definito – evoca quel rapporto morboso tra uomo e macchina messo splendidamente in immagini da Cronenberg e che esplode appieno nelle dissonanze della conclusiva titletrack. All’interno di un muro sonoro denso e insieme euforico, non mancano momenti più dinamici e accattivanti, per esempio “Calcified Youth”, punto d’incontro tra il gusto sincopato dei Prong e l’hardcore puro – genere che esplode anche in brani come “Terminal Truth”. Oppure brani dotati di un intimismo caotico, sporco, quasi frutto di droghe sintetiche, come la doppietta “Dismantle The Titan” e “Encephalon Escape”. La componente industrial emerge soprattutto grazie alle frequenti dilatazioni, o a inattesi e spiazzanti innesti, sia sintetici che, semplicemente, inattesi; ad arricchire il tappeto sonoro contribuiscono infatti le decostruzioni elettroniche (sempre a cura di Embury), i raddoppi di chitarra in modalità rasoi-alieni di John Cooke – già al fianco di Shane anche nei Venomous Concept – e il folle sassofono suonato da Tom Dring ad aggiungere dissonanze quasi indecifrabili, nello spirito di John Zorn (epoca Naked City, of course).
Non abbiamo più l’etichetta Earache a occuparsi della distribuzione del disco come ai vecchi tempi, ma la natura intrinseca di “DSM-5” resta quella che la label inglese sintetizzava allora a meraviglia; a voler trovare un difetto, un paio di brani in meno e una durata più contenuta avrebbero forse giovato al senso di immediatezza e alla foga complessiva, ma resta un piacere che Shane abbia dedicato del tempo anche a questo comeback.

TRACKLIST

  1. Fang Tooth Claw
  2. Ascend The Spine
  3. Calcified Youth
  4. Debris Of Dreams
  5. Dismantle The Titan
  6. Encephalon Escape
  7. Subtle Fragment
  8. Terminal Truth
  9. Sharpened Heart
  10. Self Deletion
  11. Lurch Of Loss
  12. DSM-5
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.