7.0
- Band: BLOOD OF SEKLUSION
- Durata: 00:40:29
- Disponibile dal: 11/08/2017
- Etichetta:
- F.D.A. Records
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Nati ormai un decennio fa, i Blood Of Seklusion nel tempo si sono fatti riconoscere come una band concreta e intraprendente, iniziando una marcia fatta di uscite mirate – un demo, uno split e il primo full “Caustic Deathpath to Hell” – e di numerose esibizioni live. Procuratisi un contratto con la tedesca F.D.A. Records, i ragazzi modenesi tornano ora con “Servants of Chaos”, secondo album che non presenta alcun enorme cambio di rotta stilistico rispetto al death metal old school dell’esordio, pur facendo segnalare un indubbio irrobustimento nelle strutture e nel lavoro di chitarra. I punti di partenza sono ancora una volta solidi e visibilissimi: la scuola dei primi anni Novanta regna sovrana, da quella svedese – chiara l’influenza sul suono di chitarra – a quella inglese, con gente come Napalm Death e Benediction come riferimenti esaltanti per buona parte dei riff. Insomma, un’altra giovane realtà che cresce all’ombra dei soliti maestri, ma che cresce bene, con umiltà e competenza. “Servants of Chaos” è volutamente rétro, ma anche ben studiato e composto secondo un piano ben preciso. Quando il break cadenzato di “Willie Pete” pompa corposo, ad esempio, ci si apre un mondo davanti agli occhi, con i Grave pronti a gettarsi nella mischia assieme ai suddetti colleghi british per un risultato magnificamente efficace e realista. Il gruppo a nostro avviso dovrebbe puntare più spesso su tracce compatte come questa, “First Blood” o “The Sun Shines No More”, cercando un martellamento il più conciso e pratico possibile. Si sente una chiara cura nei dettagli anche negli episodi più strutturati, ma sono questi i brani di “Servants…” a lasciare maggiormente il segno: l’ispirazione è più lampante, il tiro maggiore e non vi è spazio per alcun tipo di ciclicità che potrebbe diluire l’impatto iniziale. In ogni caso, pur ripercorrendo a tratti dei canovacci noti, questa seconda prova sulla lunga distanza conferma nel suo insieme la bontà della proposta musicale targata Blood Of Seklusion, formazione che fa dell’essenzialità il suo accurato trademark compositivo e che si guarda bene dall’inciampare in ingannevoli ostentazioni. Un risultato che si rivela apprezzabile nella sua istintiva semplicità e che senza dubbio guadagnerà ulteriore spinta in sede live.
