8.0
- Band: BLOOD RED THRONE
- Durata: 00:42:31
- Disponibile dal: 31/08/2007
- Etichetta:
- Earache
- Distributore: Self
I Blood Red Throne ormai ci hanno preso gusto. Dopo averci estasiato con il precedente “Altered Genesis” (ma al sottoscritto verrebbe da citare anche i primi due full-length!), i nostri mettono a segno un altro colpo da KO con questo nuovo “Come Death”, album che non manca mai di confermare tutti i pregi dell’agguerrito quintetto norvegese, uno dei pochi in circolazione ad essere in grado di rivisitare l’old school death metal con competenza e senza mai apparire come un inutile gruppo clone. Ci si esalta perchè il sound della band, nonostante peschi a piene mani dalla tradizione di questo genere, risulta ad ogni appuntamento sempre e comunque fresco e avvincente. Una produzione sempre molto personale, una cura maniacale nelle strutture e nell’assemblaggio dei riff (questa volta anche ispirati a maestri del techno-death come Death e Gorguts, oltre che ai soliti Cannibal Corpse, Deicide e Monstrosity), una grande tecnica strumentale costantemente messa al servizio dei brani, un occhio di riguardo per i grandi classici senza dimenticare altre forme di metal estremo, black su tutte. La ricetta sulla carta non è difficilissima, eppure pare che solo i Blood Red Throne e pochi altri al giorno d’oggi abbiano a cuore questa maniera di suonare death metal. Død ne ha senz’altro fatta di strada da quando era noto semplicemente come un chitarrista session dei Satyricon: i suoi riff, così come quelli del fido Tchort, diventano di anno in anno sempre più schiacciassasi e al tempo stesso orecchiabili. E bisogna fargli i complimenti anche per il suo fiuto nel trovare sempre nuovi musicisti all’altezza per completare la lineup: sia il nuovo cantante Vald che il nuovo drummer Anders Haave convincono infatti pienamente con prestazioni impeccabili. Come accaduto per “Altered Genesis”, troviamo difficoltà a scegliere le composizioni migliori della tracklist: escludendo ovviamente la cover di “Disincarnated” dei Gorguts, ogni traccia è davvero solida, coinvolgente e ricca di trovate che vengono svelate ascolto dopo ascolto. Più di ogni altra, fa però venire i brividi la strutturata “Deranged Assassin”, che tra monumentali midtempo e accelerazioni taglienti riesce anche ad offrire una lunga serie di spunti solisti di Erlend Caspersen, sempre più degno seguace di Steve Digiorgio. Insomma, se la vostra fame di death metal tradizionale non è stata placata dall’ultimo Vomitory, “Come Death” è il disco che fa per voi… pochi orpelli e tanta sostanza! This is death metal!
