BLOOD RED THRONE – Siltskin

Pubblicato il 28/11/2025 da
voto
7.0
  • Band: BLOOD RED THRONE
  • Durata: 00:45:28
  • Disponibile dal: 05/12/2025
  • Etichetta:
  • Soulseller Records

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I Blood Red Throne tornano a colpire senza troppo preavviso, come nel pieno di una mattanza che non conosce interruzioni. “Siltskin”, in uscita a circa un anno e mezzo dal precedente “Nonagon”, conferma la proverbiale operosità del gruppo norvegese e, al tempo stesso, la sua ostinazione nel difendere un’idea di death metal granitica, refrattaria a ogni forma di evoluzione superflua. Dodici album in venticinque anni non sono pochi, e il fatto che Død e compagni riescano ancora a sfornare lavori di una certa compattezza parla della loro dedizione a un genere di cui sono da tempo custodi più che innovatori. La traiettoria è chiara: una prima parte di carriera ricca di ottimi capitoli, poi un lento assestamento su un livello stabile, onorevole, anche se raramente travolgente.

“Siltskin” prosegue su questa linea con un equilibrio quasi disarmante: è un disco buono, solido, che nel suo insieme non delude, ma che a conti fatti nemmeno scuote dall’inizio alla fine. L’apertura “Scraping out the Cartilage” prova a mescolare un pochino le carte con un ritornello quasi corale e molta fisicità, ma i veri guizzi sul fronte del riffing sono pochi e alla fine il risultato non convince più di tanto. È scorrendo la tracklist che i norvegesi iniziano a prendere quota: “Beneath the Means” è più mordace e avvincente, con il classico alternarsi di stacchi groovy e furiose impennate, mentre, più in fondo, “Vermicular Heritage” si impone come uno dei passaggi più efficaci dell’album: un groove pesante, lineare, che cattura senza troppi artifici.

Come da tradizione, il gruppo attinge alle proprie radici con rigore: riff taglienti che richiamano i primi Gorguts, un’impostazione ritmica talvolta debitrice anche dei Cannibal Corpse di metà carriera, più qualche ombra black metal a incupire il tutto. È una formula ancora viva, anche se ormai familiare. Non a caso, molte delle caratteristiche del suono dei Blood Red Throne sono diventate terreno comune per band più giovani come gli Skeletal Remains, che grosso modo si muovono oggi sugli stessi binari, ma con una spinta creativa più fresca e una maggiore costanza nel songwriting. I Blood Red Throne, al contrario, ogni tanto danno l’impressione di essere un po’ stanchi o di perdersi in se stessi: emblematico in tal senso un brano come “Necrolysis”, che tenta di “deathmetallizzare” certe inflessioni di scuola Pantera senza trovarne la chiave giusta. La seconda metà del disco è comunque più ispirata e compatta: “On These Bones” scorre con un senso di urgenza e partecipazione, riuscendo a riassumere tutte le anime della band – brutalità, groove, tensione melodica – mentre la conclusiva “Marrow of the Earth” chiude con una nota più cupa e drammatica.

Nel complesso, “Siltskin” conferma ciò che chi segue la band da tempo sa già: i Blood Red Throne sanno ancora costruire dischi mediamente solidi e coerenti, anche se difficilmente sorprendono o riescono a mantenere un livello notevole lungo tutta la tracklist. La carriera del gruppo ha già mostrato i suoi picchi più alti e, riascoltando oggi un album come “Altered Genesis”, si percepisce proprio la marcia in più di quei brani del primo periodo; del resto, all’epoca vi era anche Tchort (Green Carnation, ex Emperor, Carpathian Forest) alla chitarra e, di conseguenza, il ventaglio di soluzioni e il talento in seno alla band erano più ampi. Se uscisse oggi, quel disco sarebbe ancora riverito e inserito tra i top dell’anno. Detto questo, è comunque indubbio che i Blood Red Throne siano un gruppo che ancora si muove con dignità. Per chi li segue dagli esordi, l’ascolto diventa soprattutto la curiosità di vedere dove vogliano andare a parare questi norvegesi instancabili: e la risposta è chiara, pur senza clamore, nelle note di un death metal suonato con esperienza e dedizione.

TRACKLIST

  1. Scraping Out The Cartilage
  2. Beneath The Means
  3. Husk In The Grain
  4. Necrolysis
  5. Anodyne Rust
  6. Vestigial Remnants
  7. Vermicular Heritage
  8. On These Bones
  9. Marrow Of The Earth
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