BLOODBOUND – In The Name Of Metal

Pubblicato il 18/11/2012 da
voto
4.0
  • Band: BLOODBOUND
  • Durata: 00:41:50
  • Disponibile dal: 09/11/2012
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

E’ con una certa amarezza che ci poniamo a scrivere la recensione per “In The Name Of Metal” dei power metaller di origine teutonica Bloodbound. Nel 2011 li recensimmo in occasione del già abbastanza scialbo “Unholy Cross”, che si salvava però per un paio di canzoni buone (la title-track e l’opener “Moria”) e soprattutto per un certo respiro epico che si sposava bene con il power all’acqua di rose misto a sonorità classiche della band. La sufficienza fu un po’ un regalo per un album con giusto due o tre tracce belle su un resto contraddistinto dal piattume e dalla mancanza di originalità, ma decidemmo che un minimo di fiducia potevamo darla a questi cinque figuri… fiducia buttata nel cesso, considerati appunto i risultati udibili su questo terribile follone intitolato tristemente “In The Name Of Metal”. I Bloodbound non mostrano di essersi mossi di un millimetro nella direzione più melodica, epica e pomposa segnata dai pezzi buoni dell’album precedente, anzi se ne sono allontanati ulteriormente, abbandonando la componente power, ora presente solo a sprazzi in qualche passaggio in doppia cassa e in melodie di lontana scuola Helloween, in favore di sonorità sempre più legate al metal classico e becero. Le liriche purtroppo seguono anch’esse questa pericolosa tendenza, e qui i danni sono molto più diffusi, visto che sotto questo punto di vista l’album sfonda senza mezzi termini la definizione di ‘pacchiano’, sconfinando in territori talmente esagerati (e scadenti) da rasentare il fastidio. Vi assicuriamo che il buon gusto qui di casa non ci sta proprio. ‘You say I’m evil, you say I’m sick, my hair is long I don’t give a fuck’… be’, basterebbero questi tre tristissimi versi, i primi che si possono sentire sulla terribile opener/title-track “In The Name Of Metal” a spiegarvi il livello medio delle liriche su quest’album. Davvero sconsolante. Nemmeno i (peggiori) Manowar scendono mai a siffatti livelli, cercando di portare avanti la loro oramai finita immagine di alfieri dell’hard&heavy ‘puro e duro’ con almeno un minimo di dignità. E questo è solo il livello ‘medio’! Nelle strofe successive la band mostra di poter raggiungere livelli di disgusto anche superiori, con finezze del calibro di: ‘You say I’m dirty, I smell like shit, I dress in black and so that’s it’ che veramente ci fanno cascare le braccia (e mica solo quelle). Ma scherziamo? Nessuno, a nostra memoria, aveva mai riportato in una canzone per il pubblico di puzzare e di merda ed esserne felice. Assodato che comunque nessuno si aspettava una “Rime Of The Ancient Mariner” dai Bloodbound, una caduta di stile del genere non ce la saremmo però mai aspettata. E che dire degli altri pezzi? Ancora peggio, purtroppo. “Metalheads Unite” ci lascia allibiti con il suo coretto da cheerleader borchiate che declama in un orribile falsetto simil Halford: ‘Gimme a M-E-T-A-L – Metal!’. Tremendo. E, pur tralasciando questi due orripilanti pezzi, che pure musicalmente non sono altro che polpettoni mal cucinati di riff scippati ai Manowar e conditi con un po’ di power, lo stesso in tutti i restanti pezzi ci troviamo davanti o a titoli scontati e deprimenti quali “Bounded By Blood”, “Mr. Darkness” e “I’m Evil”, sempre accompagnati da liriche ad un livello mentale nemmeno da terza media, oppure a brani che rimbalzano impazziti tra sonorità  di Maiden, Hammerfall ed ultimi Edguy, senza peraltro mai toccare le corde giuste nemmeno una volta. Pietoso, ragazzi, pietoso. Non va bene nemmeno per farci quattro risate sopra declamando questi testi. E il fatto che tutta questa pacchianeria (ultima delizia in questo senso, la copertina… un inno al trash) sia stato fatto ‘In The Name Of Metal’, nel nome cioè della musica che (seriamente) adoriamo… be’, ci mette addosso ancora più tristezza. Da rimuovere non solo dal pc (speriamo non l’abbiate comprato) ma anche – e soprattutto – dalla mente .

TRACKLIST

  1. In The Name Of Metal
  2. When Demons Collide
  3. Bonebreaker
  4. Metalheades Unite
  5. Son Of Babylon
  6. Mr. Darkness
  7. I’m Evil
  8. Monstermind
  9. King Of Fallen Grace
  10. Black Devil
  11. Bounded By Blood
3 commenti
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