BLOODIEST – Descent

Pubblicato il 20/04/2011 da
voto
7.0
  • Band: BLOODIEST
  • Durata: 00:38:46
  • Disponibile dal: 29/03/2011
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Masterpiece

Sanford Parker (produttore iper-prolifico e musicista nei Minsk, Twilight, Nachtmystium e mille altri) e Bruce Lamont (Yakuza), sembrano essere divenuti i due mastri cerimonieri di una nuova comune metallica di freakettoni “post” che è partita da Chicago e che si sta facendo strada in ogni direzione dell’underground made in USA. Stavolta la nuova creatura dei due si chiama Bloodiest e sembra proseguire il “disegno” di Parker di voler riesumare ogni genere morto che abbia forgiato la sua visione musicale. Con i Minsk e i Buried At Sea Parker ha ampiamente omaggiato Neurosis e Black Sabbath, con i Twilight e Nachtmystium ovviamente si è sporcato le mani con l’amatissimo black metal, con i Circle Of Animals e High Confessions ha eretto un mausoleo alla memoria della defunta scena industrial ed EBM della sua città natale, e con questi Bloodiest chiude il cerchio, si spera, con uno sfacciatissimo (nel senso positivo del termine, ovviamente) omaggio al post-punk, al noise rock e alla dark-no-wave ottantiana di Swans, Big Black e Joy Division. Parker dirige il tutto dalla cabina di regia e Lamont diventa leader e sciamano di questa misteriosa comune composta da altri sei freak che hanno “spento” gli overdrive e i chitarroni compressi delle band madri, ma alzato gli ampli al punto di saturazione, come certi vecchi punk “andati a male” fecero anni or sono a New York e in Inghilterra. Il risultato è un magma nero di synth, tastiere e soundscapes electro-ambient, chitarre no-wave minimali, sature e martellanti, e una sezione ritmica ridotta ad una macchina cyber-punk ipnotica, con le voci di Lamont spiritate e mantriche intente a disegnare arabeschi di contorti lamenti post-industriali. Solo chi ha masticato tutto ciò che è caduto tra i cinque punti del pentacolo Throbbing Gristle – Bauhaus – Sisters Of Mercy – Killing joke – Death In June può capire una roba simile fino in fondo, ma se si pensa che da questa crisalide post-industrial (composta ovviamente, se non prevalentemente, anche dalla triade noise-darkwave menzionata in apertura) si sono schiuse come farfalle band come Neurosis, Godflesh, Bodychoke (di cui i Bloodiest sono praticamente gli eredi) e A Place To Bury Strangers, alla fine questo mondo a sé non risulta poi del tutto alieno come fu ai tempi. Inoltre Lamont e Parker, che rappresentano la terza generazione di questa stirpe, le loro radici le conoscono bene, la materia la sanno lavorare, e l’inclinazione alla sperimentazione, che trent’anni fa fu l’essenza di questo “punk rock maledetto”, non manca loro di certo. Il problema semmai sta nella valutazione della “utilità” di un lavoro simile nel 2011, visto che oggi mancano completamente i presupposti socioculturali dalla quale questa ermetica art-rock nacque e che forse sono essenziali per poterla apprezzare e capire fino in fondo. Ma sono valutazioni che lasciamo agli esperti. Musicalmente questo “Descent” è suonato da musicisti più che seri che sanno benissmimo quello che fanno e che, essendo stati influenzati da certi suoni quasi fino al punto di “innamoramento”, ne hanno anche probabilmente carpito l’essenza primaria. Gli amanti del post-rock darkeggiante, del post-metal e di un certo industrial metal, tramite questo lavoro per una volta vedranno tutto sotto un’altra luce ed apprezzeranno senz’altro. Bravi Bloodiest dunque, e grazie per averci rinfrescato la memoria.

TRACKLIST

  1. Fallen
  2. Coh
  3. Pastures
  4. Dead Inside
  5. Slave Rule
  6. Obituary
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