BLOODROCUTED – Disaster Strikes Back

Pubblicato il 19/05/2015 da
voto
5.0
  • Band: BLOODROCUTED
  • Durata: 00:36:53
  • Disponibile dal: 30/03/2015
  • Etichetta:
  • Punishment 18 Records
  • Distributore: Andromeda

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L’idea di fondo attanagliante l’operato di un buon 90% delle compagini thrash metal odierne è quella che il genere di competenza debba essere interpretato con somma ignoranza, foga, buttandoci molta forza, impeto, rabbia, senza prestare più di tanto attenzione alla musicalità, alla tecnica, a uno sviluppo coerente dei pezzi. Come se suonare thrash fosse soltanto una questione di ottenere un certo tipo di distorsione, un darsi senza ritegno a ritmi serrati monocromatici, insistere fino alla nausea sul caratteristico andamento “tupa-tupa style” e provocare un headbanging forsennato. Con buona pace di chi voglia ascoltarsi canzoni di senso compiuto, apprezzi piccole e grandi finezze strumentali, desideri linee vocali “vere” e non semplici urla inconsulte nel microfono. Anche i Bloodrocuted, gruppo belga alla seconda prova in studio sulla lunga distanza, non sfuggono a questa, nociva, corrente di pensiero, e assommano con sconfortante povertà contenutistica vari scimmiottamenti alla scena americana, restringendo il raggio d’azione agli immancabili Exodus, a un pizzico di Testament, immettendoci poi un approccio hardcore alla Suicidal Tendencies/Anthrax. Non mancano nemmeno i Metallica di “Kill’em All”, convenuti a formare un quadro sonoro a dir poco prevedibile. L’aspetto più divertente e solleticante della release è l’incedere saltellante di alcune sezioni ritmiche, sospinte ad un sommovimento tellurico frizzante da un basso che, a macchia di leopardo, si compiace di salire in cattedra e dettare i tempi dell’attacco. Non sono affatto male neanche alcuni break solistici, come l’incrocio di solo che va ad impreziosire “Revolution Of The Enslaved”. Stiamo purtroppo parlando di sprazzi, segmenti isolati in un mare di tempi medio-veloci intercambiabili da una canzone all’altra, riff semplicissimi e riciclati fino alla nausea, vocals rauche e piatte. Difficile andare a rintracciare composizioni totalmente prive di difetti ed esenti da colpe, un po’ tutta la tracklist vede alternarsi tante zone d’ombra e pochi momenti degni di un ascolto. La mancanza di strutture elaborate e dettagli tecnici oltre la media intasa ulteriormente “Disaster Strikes Back” di una fastidiosa sensazione di noia imminente. A livello di produzione non sono stati commessi errori terrificanti, ma il suono risulta comunque abbastanza scarno e difettante di peso specifico: anche a livello di mera “botta” sonora, non ci siamo. La pochissima, praticamente nulla, attenzione per refrain che rimangano in testa e tentino a un riascolto più attento affossa un lavoro che ha nella brevità complessiva il suo unico pregio. Bocciamo i Bloodrocuted senza concedergli grandi attenuanti: va bene farsi prendere dalla voglia di provocare mosh a tutti i costi, ma quando la pulsione alla caciara elimina qualsiasi raziocinio durante la composizione e non ci si focalizza per niente sulla rifinitura dei dettagli, allora l’insufficienza secca è assicurata.

TRACKLIST

  1. 71:52 Leikeze
  2. Revolution of the Enslaved
  3. Burning the West
  4. Consumer of Death
  5. Soulclaimer
  6. The Sickened Mind
  7. HumanBeast
  8. Mors Indecepta
  9. Disaster Strikes Back
  10. Rise ov Evil
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