BLOODSHED WALHALLA – Glory To The Sacred Land

Pubblicato il 25/07/2023 da
voto
7.0
  • Band: BLOODSHED WALHALLA
  • Durata: 01:08:00
  • Disponibile dal: 30/06/2023
  • Etichetta:
  • Earth And Sky Productions

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Ascoltando le canzoni cantate in inglese, proprio non si direbbe che la band in questione in realtà provenga dall’Italia: e invece i Bloodshed Walhalla sono un progetto solista del polistrumentista Drakhen, che da Matera decanta le gloriose gesta dei guerrieri del Nord grazie al suo indomito viking metal.
Drakhen si definisce un degno discepolo del compianto Quorthon e ne vuole portare avanti il discorso con quel tipo di musica votato all’epicità; stiamo parlando di un progetto attivo già dal 2008 e con alle spalle già sei full-length album, ai quali va aggiunto il nuovo “Glory To The Sacred Land”.
La nuova release inizia stilisticamente da dove si era concluso il predecessore “Second Chapter”, ma il tutto suona molto più coeso e funzionale: è vero che la durata è ampia (più di un’ora) ma almeno le canzoni, sempre piuttosto (se non eccessivamente) lunghe non si aggirano sui venti minuti o più come nella precedente release. Oltre a ciò, bisogna dar merito a Drakhen di essere semplicemente più ispirato in questa occasione, e va sottolineato l’esperimento di due brani cantati stavolta in italiano.
La one-man band riesce a costruire musicalmente un mondo nordico (vichingo) credibile e con un suo fascino, e da qui si capisce di quanto l’amore per queste tematiche sia sincero nell’artista materano, altrimenti sarebbe impensabile raggiungere certi livelli.
Ovviamente lo zampino dei Bathory si sente, ma molto meno rispetto a quello che ci si aspetterebbe; tra le influenze si potrebbero citare dozzine di band che suonano viking metal, ma per fare qualche raffronto più mirato si possono ad esempio scomodare i britannici Forefather per quel tocco epico ed ancestrale che emerge nell’ottima canzone d’apertura “Fly My Raven”. Se c’è invece un momento che non convince appieno, paradossalmente è proprio la title-track di questo “Glory To The Sacred Land”: se questo progetto vuole portare avanti la filosofia musicale dei Bathory allora il brano in questione non sembra avere niente in comune con il concetto di epicità espresso dal gruppo capostipite del genere, qui ci avviciniamo di più alla nozione che possono avere gli Amon Amarth di quello che è ‘viking’, oppure in alcuni frangenti la musica assume qualche connotato un po’ teatrale nello stile degli Ancient Rites.
Su questo album in generale si fa un uso troppo ampio di cori, ma non è la presenza di questi a creare per forza un’atmosfera vicina a gesta gloriose del passato, per questo e altri motivi in realtà il mondo dei Bathory resta distante dai Bloodshed Walhalla. Le canzoni cantate in italiano (“Non Sei Tu” e “Il Lago”) sono una piacevole sorpresa in quanto riescono a mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore; in questi due capitoli entrano in gioco anche altri fattori, come ad esempio un pizzico dello stile antico dei menestrelli medievali che trasforma il tema epico in un qualcosa di terreno, trascinante, quasi ballabile. Anche in questo caso l’austerità del sentimento epico nordico è ben lontana, ma qui la soluzione proposta è godibile e a tratti divertente, grazie all’aria di banchetto che si respira.
In definitiva si tratta di un buon album, in futuro ci si auspica che questo progetto lasci sempre più da parte tutti quei elementi che sembrano un po’ preconfezionati per certe occasioni e si concentri su una musica più introversa, dove i messaggi e le atmosfere siano più velate e profonde. Si pensi ad un brano come “A Fine Day To Die” (tolta la parte arpeggiata struggente iniziale): non si può dire che non sia un brano epico, eppure non ci sono synth pomposi onnipresenti, non ci sono cori con dietro un’orchestra e nemmeno i riff di chitarra sono pregni di chissà quale melodia, eppure la profondità di un brano come questo è innegabile. Forse aderire meno a certi cliché e lasciarsi andare più intimamente potrebbe essere un modo per crescere stilisticamente in futuro, ad ogni modo i Bloodshed Walhalla sono una bella realtà.

TRACKLIST

  1. Fly My Raven
  2. Glory To The Sacred Land
  3. A Star For My Victory
  4. Non Sei Tu
  5. Il Lago
  6. Rise And Fight Glory And Victory
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