BLOODY MARY (ITA) – Party Music For Graveyards

Pubblicato il 31/10/2010 da
voto
6.5
  • Band: BLOODY MARY (ITA)
  • Durata: 00:48:40
  • Disponibile dal: 07/09/2010
  • Etichetta: Valery Records
  • Distributore: Frontiers

La bellissima copertina di Marco Hassman (disegnatore anche per la Disney) ci porta nel colorato ma pericoloso mondo creato dai Bloody Mary, band italiana arrivata al secondo lavoro sulla lunga distanza dopo l’esordio “Blood’N’Roll” e il mini “Dig Up For The Party”, che in parte già anticipava i suoni del qui presente nuovo disco. La narrazione comincia successivamente agli eventi raccontati nel primo disco, ne riprende i temi, e si colloca a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, quasi una sorta di sci-fiction condita da scienziati pazzoidi, cimiteri e dagli ormai immancabili vampiri. I dodici pezzi presenti sul CD, però, e per fortuna, non si limitano al ruolo di mera colonna sonora di quanto messo in scena dalle liriche di Aldebran, ma tradiscono in modo evidente e il più delle volte piacevole l’amore dei componenti per il pop anni ottanta e la dark wave dei Fields Of The Nephilim, ma anche per il love metal degli HIM e le visioni più espressive di Moonspell e Anathema. C’è dell’hard rock sull’opener “Velvet”, ma anche i classici suoni di tastiera delle band nordiche, mentre “Better Down” brilla della luce dei Sisters Of Mercy e la bellissima “Sobibor” è tanto semplice e scontata quanto bena arrangiata a livello vocale, e caparbia nel non uscire più di testa. Grande attenzione è stata messa nel rendere ogni singolo ritornello il più memorizzabile possibile, e ottima è l’interpretazione di Aldebran e l’esecuzione dei cori (anche se qualcosa in più si poteva ottenere dalla produzione). Un punto a sfavore, invece, è segnato dalla troppa omogeneità che si respira tra molti dei pezzi del disco, con gli ultimi due “Deathly Gone” e “The Reason” che davvero non aggiungono nulla al resto. Anche la rendition di “Pet Sematary” dal repertorio Ramones, pur se ben fatta, è troppo in linea con il resto del materiale, ma per qualcuno questo potrà essere anche un pregio. La notte sembra essere finita con “The Right Way”, capace di mutare radicalmente l’atmosfera dell’album virando verso climi più solari, ma è solo un bagliore e gli fa da contraltare la cupa “Somebody To Love”, memore della lezione dei 69 Eyes di metà carriera. Altro pezzo positivo è “Before You Fade”, tanto marziale quanto fluida grazie ad alcune armonizzazioni rubate al new prog inglese. I Bloody Mary arrivano, in momenti diversi del lavoro, a lambire alcune cose fatte anche dai Long Distance Calling e dai Jimmy Eat World, anche se percorrendo strade del tutto diverse, col risultato di unire tutti gli input citati per creare un disco valido, che cresce con gli ascolti, e che pur dovendo migliorare alcuni particolari (produzione, pronuncia inglese formalmente buona ma non da madrelingua, peso specifico di alcune composizioni) si piazzerà ottimamente nelle classifiche dei vari goth-wave e electro-metal fan disseminati per la penisola.

TRACKLIST

  1. Velvet
  2. Better Down
  3. Sobibor
  4. Fallen Christ
  5. Somebody To Love
  6. Before You Fade
  7. Dreamer
  8. Gettin' Older
  9. Pet Sematary
  10. The Right Way
  11. Deathly Gone
  12. The Reason
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