BLUT AUS NORD – Ethereal Horizons

Pubblicato il 25/11/2025 da
voto
7.5
  • Band: BLUT AUS NORD
  • Durata: 00:51:45
  • Disponibile dal: 28/11/2025
  • Etichetta:
  • Debemur Morti

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Ogni qualvolta che i Blut aus Nord annunciano un nuovo disco (fatto di per sé piuttosto regolare e ordinario, specie da quando – nel 2010 – si sono uniti al roster della Debemur Morti Productions), è difficile non interrogarsi sulla tipologia di itinerario che avranno deciso di percorrere a bordo della loro astronave.
Nell’arco di una carriera ormai sterminata, fra le primissime testimonianze di black metal in territorio francese, la band di Vindsval e W.D. Feld ha saputo infatti abituare i propri fan a esplorazioni avanguardistiche e ritorni a casa repentini, a trattazioni di incubi e passeggiate aeree in scenari eterei e purificanti, per un percorso ondivago – se non addirittura contraddittorio – in grado di trasformare la fruizione della musica in un viaggio inaspettato, in un’esperienza da vivere possibilmente ad occhi chiusi per lasciarsi avvolgere dalle trame e riscoprire così il significato del termine ‘escapismo’.

Non stupisce, insomma, che il sedicesimo full-length del gruppo normanno coincida con un altro ribaltamento di fronte rispetto alla sua produzione più recente: se il dittico “Disharmonium”, pubblicato tra il 2022 e il 2023, lo aveva visto immergersi nei deliri, nelle geometrie impossibili e negli orrori cosmici e subacquei scaturiti dalla penna di H.P. Lovecraft, eterna fonte di ispirazione per il mondo metal (basti pensare, senza volersi spingere troppo indietro nel tempo, all’operato di Sulphur Aeon e The Great Old Ones), “Ethereal Horizons” si configura fin dal titolo come una fuga dalla realtà in un mondo terso e abbagliante; una dimensione catartica che, nel concreto, risuona attraverso le note di una proposta descritta giustamente come una via di mezzo tra gli echi celestiali di “Hallucinogen”, con un ampio ricorso di melodie e soluzioni shoegaze/post-rock, e il tocco umano, per quanto immerso in una Natura profonda e incontaminata, della saga “Memoria Vetusta”.
Piuttosto che chiudersi e respingere, ricollegandosi a quell’ermetismo più volte assurto a vera cifra distintiva del progetto, la tracklist accoglie insomma l’ascoltatore sia sul piano formale, operando scelte di produzione meno fredde e aliene (specie per quanto concerne la batteria e le linee vocali), sia su quello contenutistico, con brani armoniosi, fluidi e dalla componente melodica predominante, il cui andamento estatico, fra crescendo trionfali e giochi di piano/forte studiati nel dettaglio, finisce spesso per ricordare quello di una piccola orchestra.

Tracce come l’opener “Shadows Breathe First”, “The Ordeal”, “The Fall Opens the Sky” e “Seclusion” (episodio vagamente tradizionale in cui, a tratti, metrica e timbrica della voce ricordano quelle del giovane Satyr) sono quanto di meglio Vindsval abbia composto negli ultimi anni, anche tenendo conto dei suoi sforzi con Ershetu e Forhist, quasi a ribadire come sia proprio questa via – più emozionale, diretta e ‘calda’ – quella giusta per lui, almeno oggigiorno.
Chiaro poi come certi picchi della discografia (“Memoria Vetusta II: Dialogue with the Stars”, il suddetto “Hallucinogen”, ecc.) restino su un altro livello di efficacia e personalità, ma ciò non toglie che “Ethereal…”, mediante questo suo approccio onesto, sentito e ragionevolmente autocitazionista, possa fregiarsi del titolo di ritorno convincente, restando molto più a lungo in rotazione di altri suoi predecessori ammantati di stridori e hype effimero.

TRACKLIST

  1. Shadows Breathe First
  2. Seclusion
  3. The Ordeal
  4. The Fall Opens the Sky
  5. What Burns Now Listens
  6. Twin Suns Reverie
  7. The End Becomes Grace
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