BOG BODY – Cryonic Crevasse Cult

Pubblicato il 19/05/2022 da
voto
7.0
  • Band: BOG BODY
  • Durata: 00:33:42
  • Disponibile dal: 20/05/2022
  • Etichetta:
  • Profound Lore

Spotify:

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Dalle fogne labirintiche di New York City, il duo deathster Bog Body porta in superficie il fetore nauseabondo dei propri incubi sonori. La band, formatasi nel 2016, raggiunge finalmente il traguardo del primo full-length firmando nientepopodimeno che con la Profound Lore Records: un nome, una garanzia. I ragazzi, in passato, si sono messi in mostra con un demo intitolato “Through the Burial Bog” ma soprattutto con lo split del 2020 “The Gate of Grief/Undulating Torment” condiviso con i connazionali Primitive Warfare. La particolarità dei Bog Body sta nella linea musicale costruita soltanto su basso, batteria e voce: tre elementi così consistenti ed amalgamati da non far rimpiangere la presenza delle chitarre che sono, da sempre, la componente essenziale di questo genere musicale. “Cryonic Crevasse Cult” è un album impregnato di suoni melmosi che scorrono velocemente sotto il buio dei nostri passi, dove l’immaginazione disegna paesaggi e creature mostruose. Un mondo illusorio dipinto dalla mano di Chase Slaker, autore delle copertine dei Mortiferum, che ha contribuito a valorizzare il volto di questo disco realizzandone la copertina. In trentaquattro minuti i Nostri ammaliano l’ascoltatore con rintocchi brutali e cadenzati, così prepotenti da incutere timore; il sound, marcio e cupo, diventa ancor più cavernoso proprio per la mancanza delle sei corde sostituite da un basso dinamico, capace di respingere ogni tipo di perplessità generata dai più scettici. Ovviamente è bene precisare che “Cryonic Crevasse Cult” è privo di virtuosismi e sfumature sonore, un disco che si può definire monocromatico nel quale il nero prevarica su tutto. Analizzando le otto tracce ci si accorge di una buona alternanza tra ritmi pachidermici e sfuriate trascinanti che rendono l’ascolto vario e vivace come dimostra la mutevole “Ice Stained Kurgan”. I Bog Body calano il secchio colmo di pesante death nel fondo di un pozzo doom, lasciando che rabbia e dolore possano mischiarsi liberamente. Tutto ciò è narrato da un growl pastoso ed elettrificato, dal potere evocativo che si congiunge, come un magnete, a ferrei riff trascinanti. “Dregs Soar to the Skies”, “Mystery of the Yaghan Bones” e la finale “The Graveyard of Dead Cratons” sono sicuramente i pezzi più rappresentativi di un album convincente che lascia intravedere alcune intuizioni sonore derivate da band come i giapponesi Coffin ed i connazionali Cianide. “Frigid Shivs Slit Their Throats” è l’unica parentesi strumentale dalle atmosfere cupe ed angoscianti che richiamano quelle alienanti dei finlandesi Beherit. Oltre alle proprie doti tecniche ed estrose, la band possiede l’intelligenza di non dilatare eccessivamente il minutaggio dell’album che, vista la presenza di soli due strumenti, avrebbe potuto congelare l’attenzione uditiva. “Cryonic Crevasse Cult” è un lavoro interessante che dilaga lentamente sull’attuale terreno death, contaminandolo con la pece velenosa sgorgata dal proprio, putrido cuore pulsante.

TRACKLIST

  1. Paralytic Pit of Swallowed Graves
  2. Dregs Soar to the Skies
  3. The Temple of the Inevitable Flame
  4. Ice Stained Kurgan
  5. Cryonic Crevasse Cult
  6. Mystery of the Yaghan Bones
  7. Frigid Shivs Slit Their Throats
  8. The Graveyard of Dead Cratons
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