7.0
- Band: BOMBS OF HADES
- Durata: 00:36:21
- Disponibile dal: 29/01/2016
- Etichetta:
- War Anthem Records
Al quarto album della carriera, i Bombs Of Hades giungono finalmente alla agognata maturità. Era solo una questione di tempo: del resto, stiamo parlando di una formazione composta da veterani della scena svedese, tra i quali spicca il cantante/chitarrista Jonas Stålhammar (God Macabre, ex The Crown). Già il precedente “Atomic Temples” aveva lanciato segnali confortanti, ma la quadratura del cerchio definitiva arriva con questo “Death Mask Replica”, opera che presenta il mix di swedish death metal, doom e crust hardcore tipico dei Nostri in una veste più adulta ed equilibrata. Di certo il gruppo deve avere vissuto un buon periodo di ispirazione nel corso del processo di stesura dei brani, visto che il riffing di chitarra risulta subito più frizzante che mai, ma a colpire è anche la struttura delle varie composizioni, che sinora di rado era apparsa tanto ordinata. Le tracce più lunghe, quelle in cui la band tende a rallentare e a dare maggiore risalto all’atmosfera (anche avvalendosi di archi e lievi tocchi di tastiera), appaiono subito più evocative e scorrevoli, pesanti senza essere monotone e indigeste, mentre quelle più rabbiose oggi si avvalgono di chorus incisivi e memorizzabili, denotando una indubbia cura nelle transizioni tra strofa e ritornello. In sostanza, possiamo arrivare a dire che i Bombs Of Hades siano riusciti a mettere in pratica le teorie degli ultimi Entombed (A.D.) in una maniera più coinvolgente di quella dei cosiddetti maestri. Anche la produzione risulta poi più potente e azzeccata di quella in dote ad un “Back To The Front”: le chitarre hanno maggiore spessore e il mixaggio è in generale maggiormente curato. Death’n’roll suonato con giudizio ed esperienza è insomma ciò che ci offrono i “nuovi” Bombs Of Hades; da gruppo come tanti, i quattro si sono presto trasformati in una solida realtà che è dotata di uno stile sempre più definito e che sa scrivere pezzi dal tiro indiscutibile. Si respira entusiasmo tra i solchi di “Death Mask Replica” e l’ascolto di episodi come la title track, “To Walk Through the Pyres”, “Tombsday” o “Mad Shadows” dovrebbero bastare per comprovare la crescita di Stålhammar e soci. Tuttavia, la raccomandazione è quella di ascoltare il disco per intero e di cercare di vedere la band in concerto, se ci sarà l’occasione; il lavoro si lascia ascoltare benissimo nel suo insieme e il carattere del materiale chiama a gran voce una riproposizione dal vivo.
