7.5
- Band: BORSTAL
- Durata: 00:17:49
- Disponibile dal: 01/04/2021
- Etichetta:
- 4 Family Records
Un assaggio di hardcore UK… al piacere di Sua Maestà. E’ quanto prodotto dai Borstal, supergruppo inglese che vede tra le sua fila esponenti del genere come il cantante dei Knuckledust Pierre Mendivil, il chitarrista dei King Of Pigs Jamie Hunter e l’accoppiata Lee Kitchener e Wez Hanslip dei Dripback. A chiudere il cerchio il buon Nicholas Barker, attualmente in cabina di regia dei messicani Brujeria. Il risultato? Poco più di quindici minuti durante i quali la parola è una ed una sola: rabbia. Sudorifera, poderosa, unitaria.
Aggressivi i Borstal, nerboruti i Borstal, e lo dimostrano sin dalle prime battute del qui presente EP: dopo un intro realistico, narrante i quotidiani episodi criminal-polizieschi, è proprio Mendivil ad impugnare il microfono ed urlare tutta la propria furia, mentre il suono dentellato della chitarra sega in due l’aria divenuta nel frattempo pesante ed irruente. Feroci i Borstal, battaglieri come ben rappresentato dalla mazza ferrata e dal tirapugni con lama impressi al centro della copertina di “At Her Majesty’s Pleasure”. Ci sono i Madball, ci sono i Sick Of It All come pure i Cro-Mags, ma sono influenze che non intaccano la mano singolare della band che con “Karma” innalza un muro spinato, roccioso e scolpito dalla superba precisione e potenza dello stesso Barker. Pugno in pieno volto. E se “We Stand As One” si erge a manifesto d’unione dell’intero movimento, è la successiva “Vicious Circles” a scatenare un autentico vortice ritmico, battuto colpo su colpo dall’ex Cradle Of Filth, sul quale Mendivil erge il suo personalissimo inno di battaglia, invitando tutti a “Gotta keep your head firm cos life is at stake“. E’ in gioco la vita, dice il singer inglese, anticipando un finale di EP che conferma la buona riuscita di questo debutto a tinte hardcore. Una conclusione che rende omaggio alla punk rock band dei The Last Resort e alla loro “King Of The Jungle”. Una cover esplosiva nella quale fa la sua apparizione Arthur Kitchener, padre del chitarrista Lee, simbolo della scena Brit Oi, nonché membro degli stessi The Last Resort. Ed è proprio la voce di Kitchener senior che, riprendendo l’intro della versione originale, ci annuncia che non vi è “nessun disordine, nessuna confusione, solo puro impatto. Fucking Borstal“. E come dargli torto!
