BOSTON – Life, Love & Hope

Pubblicato il 29/12/2013 da
voto
4.0
  • Band: BOSTON
  • Durata: 00:42:58
  • Disponibile dal: 03/12/2013
  • Etichetta:
  • Frontiers
  • Distributore: Frontiers

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A distanza di ben undici anni dalla pubblicazione del controverso “Corporate America”, Tom Scholz riporta sorprendentemente in vita i Boston con il qui presente “Life, Love & Hope”. Il sesto capitolo della storica band americana rappresenta un sincero tributo alla memoria di Brad Delp, morto suicida il 9 marzo 2007. Il suo gesto estremo ha lasciato un vuoto incolmabile nell’economia della band, in quanto la sua ugola divina ha contribuito ad affrescare nell’olimpo del rock un paio di brani immortali del calibro di “More Than A Feeling” e “Peace Of Mind”. I Nostri hanno comunque deciso di proseguire la carriera con Michael Sweet degli Stryper al microfono, prima che quest’ultimo gettasse la spugna nel 2011 per dedicare tutte le sue energie alla band madre. Le parti vocali di questo ambizioso progetto ora vengono interpretate dal alcuni ospiti come David Victor, Tommy DeCarlo, Jude Nejmanowski e Kimberley Dahme (già presente nel precedente lavoro), i quali si limitano a svolgere il proprio compito, ma a conti fatti nessuno di loro è in grado di provocare un brivido lungo la spina dorsale. Sin dalla copertina, è lampante che Scholz abbia optato per un ritorno alle origini, ma tale nobile intento viene vanificato da un costrutto sonoro ottuso ed avvilente. Stentiamo a credere che i dodici brani inseriti nella tracklist di “Life, Love & Hope” siano stati registrati nei suoi Hideaway Studio II, in quanto il sound degli strumenti risulta terribilmente confuso ed impastato. Sembra che in questa occasione il mastermind abbia perduto completamente l’orientamento dato che il debutto datato 1976 risulta, al contrario, incredibilmente fresco ed attuale. Il rullante della batteria appare spento e per nulla dinamico; latita inoltre il calore profuso dai consueti ricami chitarristici di Scholz e, per concludere in bellezza, non troviamo traccia di un chorus in grado di rapirci. Riaffiora soltanto l’inconfondibile voce di Delp nella superflua versione rimasterizzata di “Didn’t Mean To Fall In Love”, già presente su “Corporate America”, null’altro che un maldestro update di “More Than A Feeling”. Dal medesimo disco viene ripescata anche “Someone”, altro velleitario déjà vu, minimamente incapace di trasmettere un briciolo di emozione; mentre “If You Were In Love” è una tronfia e stucchevole ballata, interpretata da un’algida Dahme. Un tenue bagliore dell’estro compositivo di Scholz riappare per qualche istante su “Last Day Of School”: un gradevole interludio barocco capace di ridestarci temporaneamente dal torpore. Per nulla malvagia anche la vigorosa title track, composizione incorniciata da un (finalmente) ispirato ed elegante lavoro di ricamo alle sei corde. Dispiace seriamente stroncare un disco dal quale nutrivamo delle considerevoli aspettative, ma un tonfo artistico di questo calibro non ce lo saremmo minimamente immaginati da una band che nei Seventies ha contribuito a definire ed evolvere un certo genere, successivamente conosciuto come AOR.

TRACKLIST

  1. Heaven On Earth
  2. Didn’t Mean To Fall In Love
  3. Last Day Of School
  4. Sail Away
  5. Life, Love & Hope
  6. If You Were In Love
  7. Someday
  8. Love Got Away
  9. Someone
  10. You Gave Up On Love
  11. The Way You Look Tonight
1 commento
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