BRAINDAMAGE – The Impostor

Pubblicato il 31/03/2010 da
voto
6.5
  • Band: BRAINDAMAGE
  • Durata: 00:42:56
  • Disponibile dal: //2010
  • Etichetta: Dracma Records
  • Distributore: Masterpiece

Quando “The Impostor” dei Braindamage è arrivato in redazione, chi scrive ammette di avere avuto un tuffo al cuore e di essere tornato con la mente ai primissimi anni novanta, quando la band pubblicò il mitico “Signal De Rivolta”, album manifesto di thrash tecnico e politicizzato made in Italy. Nel frattempo i piemontesi sono andati avanti tra molti alti e qualche passo falso, ma sempre nell’indifferenza più totale, forse anche a causa di contratti con etichette scalcinate fallite alla prima folata di vento. I nostri però non si sono arresi e, grazie all’interessamento della Dracma (anch’essa reduce da una stagione d’oro a cavallo tra ottanta e novanta) ritornano sul mercato con un full length di techno thrash incazzato e diretto, che si pone a metà strada tra la scena americana (Voivod e Hades su tutti) e quella svedese, quindi Meshuggah e Darkane. Andrea Signorelli, storico leader del quartetto, insieme ai compagni d’avventura imbastisce un lavoro a tratti piuttosto ostico, nel quale è difficile ambientarsi al primo ascolto: i continui rimandi ai Voivod più progressivi si scontrano con un thrash metal molto impattante e tecnico, andando a creare un mostro sonoro che però purtroppo non mantiene sempre ciò che promette. La qualità delle composizioni è decisamente medio alta, ma gli episodi da ricordare sono davvero pochi: innanzitutto la conclusiva “Second Inhuman Coming”, con il suo perfetto connubio tra Darkane e Voivod, poi l’interessante e nervosa “Hellish Glare And Inference”. Il resto vive di spunti che se presi singolarmente possono risultare eccellenti ma che a volte non si riescono ad amalgamare perfettamente tra di loro. “The Mound” e “Seven Feet Of English” sono un po’ troppo prolisse, la title track ha un groove discreto e nulla più e “Watching The Bleeding Mouth” e “Steerpike” godono di un particolare gusto melodico che stona un po’ in un contesto prettamente tecnho thrash. Da segnalare anche la cover dei Pantera “By Demons Be Driven”, dall’incedere bluesy ma dal poco mordente. Su tutto e tutti spiccano le chitarre di Gigi Giugno e Marco Pasqua, ottime a livello di riffing e di effettistica e addirittura superlative in chiave solista, come dimostrano i vari assoli che accompagnano i brani. “The Impostor” quindi è un lavoro intrigante ma incompleto e non sarà certo questo l’album che toglierà dal dimenticatoio lo storico monicker dei Branidamage. Purtroppo.

TRACKLIST

  1. The Mound
  2. The Impostor
  3. Seven Feet Of English Soil
  4. Watching The Bleeding Mouth
  5. Hellish Glare And Inference
  6. Turbopriest
  7. Steerpike
  8. By Demons Be Driven
  9. Second Inhuman Coming
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