BRETUS – Aion Tetra

Pubblicato il 05/11/2019 da
voto
6.5
  • Band: BRETUS
  • Durata: 00:43:16
  • Disponibile dal: 27/09/2019
  • Etichetta: Ordo MCM
  • Distributore:

Quarto album per i calabresi Bretus, esempio di regolarità e fedeltà alla causa del doom. Il quartetto ha dato prova con le pubblicazioni precedenti di sapersi muovere sapientemente attraverso varie forme di sonorità dark, e non fa eccezione neanche in questo caso. Col tempo, il vasto bacino di influenze iniziali è stato sfrondato, togliendo peso e importanza alle componenti stoner e sludge, per portarsi con decisione verso un heavy metal cupo e atmosferic,o molto italiano e inglese, riconducibile a quegli umori spettrali tipici di compagini come Abysmal Grief, The Black, Cathedral, gli obbligatori Black Sabbath. In “Aion Tetra”, ritroviamo una scrittura sorniona e teatrale già caratteristica fondante di “The Shadow Over Innsmouth” e “…From The Twilight Zone”, alla quale si aggiunge una tensione più evidente a certe striature da colonna sonora horror (buone le intrusioni di organo) e qualche moderata tentazione psichedelica. Al centro del discorso, permane la vocalità istrionica e precaria di Zagarus, catalizzatore del grosso delle attenzioni, e un chitarrismo brioso che spesso e volentieri sfocia nel puro hard rock. Pur apprezzando nel complesso l’operato del gruppo, in passato avevamo rimarcato come l’ispirazione non fosse sempre regolare e si alternassero idee convincenti, ad altre abbastanza convenzionali. Per “Aion Tetra” possiamo grosso modo incanalarci nello stesso tipo di analisi, nonostante in un confronto ravvicinato con gli album precedenti quest’ultimo risulti vincente, non fosse altro per la sua varietà di atmosfere e l’alone sinistro emanante dai pezzi migliori.
In generale le canzoni presentano minori zone d’ombra e un piglio più deciso, che consente una buona presa sull’ascoltatore, evitando quelle fastidiose secche in cui potevano portarci taluni episodi del passato. Emergono, ai due estremi, le tracce arrembanti e quelle ad andamento dilatato e orrorifico, dove nebbie spesse e impalpabili paiono inghiottirci definitivamente, facendoci perdere contezza di ogni cosa attorno a noi. Il riffing incalzante di “Prisoner Of The Night” romba nelle membra, un rock’n’roll infernale si scatena agile e ferale, slanciandosi sicuro in ambienti notturni ad alto grado di pericolo; sull’altro fronte, ci si attacca addosso umida e malsana “Dark Space Voodoo”, velata di sapori occulti non lontanissimi da quelli dei Caronte e che col passare dei minuti scivola con successo nell’astrazione psichedelica. La seconda metà della tracklist, segnata dalle crepitanti volute di “Mark Of Evil” e dal dolceamaro affievolirsi di “City Of Frost”, mostra un’apprezzabile progressione qualitativa e un’immersione totalizzante in sonorità misteriose, sfumanti in una gradevole indefinitezza. Di sostanza la produzione e discrete le singole prestazioni, con menzione per le incursioni della chitarra solista; continuano a sembrarci un po’ monotoni i pattern di batteria, che aggiungono poco a quanto offerto dagli altri strumenti, una resa più roboante e qualche variazione ritmica darebbero maggior vitalità ai brani. L’agognato salto di qualità non è arrivato, un efficace raffinamento delle formule consolidate invece lo si nota. Per affezionati del dark sound italiano, un’uscita di interesse.

TRACKLIST

  1. The Third Mystic Eye
  2. Priests of Chaos
  3. Prisoner of the Night
  4. Aion Tetra
  5. Deep Space Voodoo
  6. Mark of Evil
  7. Cosmic Crow
  8. Fields of Mars
  9. City of Frost
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