BRINGERS OF DESEASE – Gospel Of Pestilence

Pubblicato il 10/07/2011 da
voto
6.5
  • Band: BRINGERS OF DESEASE
  • Durata: 00:24:04
  • Disponibile dal: 24/05/2011
  • Etichetta: Translation Loss
  • Distributore:

I Bringer Of Desease sono l’ultima novità arrivata nel mondo del post-black metal made in USA. La Translation Loss Records afferma che la band è composta da membri della loro punta di diamante, ovvero i post-sludgers Mouth Of The Architect, e da membri della storica black metal band floridiana Acheon, ragion per cui la formazione in questione sembra essere, almeno per ora, un side-project. E in effetti il debutto qui trattato, e intitolato “Gospel Of Pestilence”, sembra soffrire a tratti di quel senso di incompletezza e indecisione che sono tipici dei side-project appena lanciati che non sempre godono di risorse dedicate loro a tempo pieno. Per niente lontano dalle sonorità post-hardcore e crusteggianti in chiave black dei Wolves In The Throne Room, dei Nachtmystium e degli ultimi riarrangiati Twilight, “Gospel Of Pestilence” ci mostra quanto l’ibrido post-metal/black metal sia ormai una realtà musicale innegabile ed affermata, e quanto sia anche un’entità sempre più seduttrice, quasi alla moda ormai, e sempre più somigliante ad una “next big thing”, come fu per il post-hardcore, per il post-metal, e così via in tempi ancora recenti. Come per i recenti e rivampati Twilight dunque, che i membri dei post-sludge metaller Mouth Of The Architect si siano messi in combutta con dei black metaller veri, a suonare un black metal “ibrido” basato sul dualismo lentezza-atmosfere e velocità-violenza, non stupisce più di tanto; e le sonorità della band madre sembrano essere state traghettate in modo del tutto evidente e quasi prevedibile anche in questa nuova entità black metal. Bisogna ammettere che il disco a tratti suona veramente possente e distruttivo, ed è senz’altro un lavoro che non lascia indifferenti, intriso com’è di violenza post-core inferocita e montagnosi passaggi sludge-doom ipnotici, circolari (e perfino abbastanza melodici ed “orecchiabili”), inoculati in un paesaggio black metal nichilistico e glaciale. Parliamo degli stessi passaggi monolitici ed epici che hanno brevettato i Wolves In The Throne Room di “Wastness And Sorrow”, e che da allora sembrano esser divenuti il nuovo Sacro Graal del post-metal più pessimistico e annichilito. Il problema è che in tutto il disco non si riesce mai ad inquadrare e catturare un momento che riservi sorprese particolari, o che denoti un surplus rispetto a quanto sentito fin’ora in questo nuovo ambito black, invero ben sviluppato altrove da band come Altar Of Plagues, Deafheaven e Ludicra (forse i loro parenti più vicini). L’intero lavoro dunque scorre via veloce senza mai soffermarsi su momenti particolarmente memorabili, rivelando un’omogeneità e una prevedibilità di fondo che si materializzano perlopiù attraverso l’alternanza pressochè costante fra blast beat e furia black-crust selvaggia da un lato e aperture post-rock e sludge rallentatissime e monolitiche dall’altra. Il tutto è ben assemblato e si difende discretamente, ma va da sè che non ci troviamo assolutamente di fronte a nulla che non sia stato già sentito o fatto in precedenza da altri –  con ben altri risultati, oltretutto.

TRACKLIST

  1. Doomed To Flames
  2. Your Prayers Remain Unheard
  3. Our Final Reward In Hell
  4. A Plague To End All Plagues
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