BRIQUEVILLE – Quelle

Pubblicato il 18/10/2020 da
voto
7.5
  • Band: BRIQUEVILLE
  • Durata: 00:58:09
  • Disponibile dal: 02/10/2020
  • Etichetta: Pelagic Records
  • Distributore: Audioglobe

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“Poco è noto riguardo a Briqueville. Avvolti nel mistero e nell’anonimato, la loro estetica cupa e pura crea unitarietà e previene il culto del personalismo. La loro musica chiede di essere fruita dal vivo, per via di composizioni che richiedono pazienza e sottomissione, seguite da una catarsi profonda”.

Efficace e veritiera, come presentazione. Nella specifica sezione del sito ufficiale, quella dove dovrebbero raccontarsi e dire un po’ di sé, non vi è altro. In effetti, perché spendere altro verbo da parte loro, quando la musica afferma chiaramente quanto esposto sopra? I Briqueville giungono dal Belgio e, come parecchi altri colleghi dell’underground internazionale, aborrono l’idea stessa di presentarsi con nome, cognome, fattezze, una storia personale da tramandare. Dietro l’eppur sempre seduttiva muraglia dell’anonimato, questi musicisti rileggono non scontate trame di post-metal strumentale, mettendo in giusto risalto innumerevoli correnti di tale macromondo, o piccola galassia, per usare altro termine buono a indicare la piega vasta e a volte insondabile presa dal sottogenere. Accasati presso la Pelagic Records dei The Ocean, i belgi si fanno alfieri di un discorso altamente immaginifico, nel quale vanno a confluire stolida potenza metallica, contaminazione, narratività e sperimentazione.
Proseguendo nell’alveo di un suono definito nella sua identità con i precedenti due dischi, l’omonimo e “II”, seguitando a intitolare le tracce semplicemente come atti di una più ampia opera (la prima canzone è qui “Akte VIII”, l’ultima di “II” era “Akte VII”), i Briqueville fluttuano fra gli estremi, spremendo dagli strumenti tutto quello che essi, assieme a un campionario di effetti che immaginiamo essere assai ampio, possono offrire. Il quintetto ha il merito di sfuggire alle abitudini e agli andamenti tipici del post-rock/metal, infittendo di mistero la propria proposta fin dalle prime battute, nonostante la distorsione chitarristica sia minacciosa e incombente, dalle parti dei primi Cult Of Luna e The Ocean. Cotanta ruvidezza non si svilisce in un semplice martellamento, fungendo piuttosto da base da cui far dipartire armonie che sanno di Oriente come di gotico, di orrore, senza che l’atmosfera diventi asfittica e brutalmente assassina. Anche se il pericolo è lì, in agguato. La narrazione si snoda fra urgenza e riflessione, pesantezza maestosa e punti di sospensione tenebrosi ricreati da ambient, elettronica, perfino qualche scampolo di drone.
Il frequentato aggettivo ‘cinematico’ calza a pennello a “Quelle”, che come un thriller ben congegnato cresce di pathos e imprevedibilità, suspense, un passo alla volta, alternando lenta ciclicità e progressioni. Il moto ipnotico della sezione ritmica e l’andirivieni della batteria fra colpi secchi e ‘metal’, e lunghi minuti di docilità e tambureggiamenti poco invadenti, aumenta la nostra capacità di concentrarci sul giganteggiare delle chitarre, permeate nei momenti più fragorosi di un’impronta sludge/doom nerissima, simile a quella di altri grandi nomi devoti a questi suoni, pur in qualche modo distintiva e carismatica. Anche ai bassi regimi, nel giocherellare con melodie cristalline e soundscape ammalianti, i Briqueville dimostrano una brillantezza di caratura superiore, paventando una deriva avveniristica, di taglio avantgarde, che non prende il sopravvento sulla fisicità e il piglio metal. In un 2020 che, su coordinate diverse ma non antitetiche nella filosofia di fondo, tra i gruppi strumentali ha regalato cose notevoli – e ci vengono in mente soprattutto “Ulro” dei Rise Above Dead e l’eclettico “Del Fuoco” dei Threestepstotheocean, – “Quelle” si inserisce con piglio da protagonista, forte della sua minacciosità sinistra e di una relativa originalità dei contenuti.

TRACKLIST

  1. Akte VIII
  2. Akte IX
  3. Akte X
  4. Akte XI
  5. Akte XII
  6. Akte XIII
  7. Akte XIV
  8. Akte XV
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