BROTHER AGAINST BROTHER – Brother Against Brother

Pubblicato il 10/06/2021 da
voto
6.5

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Da qualche tempo capita di vedere uscire album in cui si mettono a confronto due diversi cantanti, ciascuno con la sua storia e il suo background, che magari prima di allora si erano incrociati solo occasionalmente: citiamo, ad esempio, il caso di Russell Allen e Jorn Lande o quello nostrano di Fabio Lione e Alessandro Conti. Stavolta la Frontiers punta su un duetto tutto brasiliano, che vede cimentare insieme un frontman storico della scena carioca come Nando Fernandes, assieme ad un astro nascente come Renan Zonta (Electric Mob). Dal punto di vista compositivo e della produzione, il disco è stato affidato ad un uomo di assoluta garanzia come Alessandro Del Vecchio, che per completare la line-up si è avvalso di Michele Sanna alla batteria e di Jonas Hornqvist per le chitarre. Precisiamo subito che non possiamo che spendere parole d’elogio per Del Vecchio, perchè davvero ha confezionato undici canzoni molto belle e di grande impatto, puntando, visto quello che era lo scopo programmatico del progetto, su brani non particolarmente complessi ma caratterizzati da squisite melodie, in grado di esaltare al meglio la vocalità di quelli che dovevano essere di fatto i due protagonisti. Sia chiaro che i musicisti non sono poi meri comprimari, anzi, soprattutto Hornqvist ci tiene a non apparire come un semplice turnista ed è molto presente anche con numerosi ed efficaci assoli. Tuttavia, è altresì innegabile come il progetto sia nato appunto per mettere a confronto queste due voci e, sotto questo profilo, siamo sinceramente un po’ perplessi circa i risultati. Infatti, con le proprie performance sia Fernandes che Zonta sembrano fare continuamente quasi a gara a chi raggiunga le tonalità più alte o a dare dimostrazione della propria estensione vocale. Insomma, questo “Brother Against Brother” pare effettivamente mettere i due uno contro l’altro, in una sorta di ‘singolar tenzone’: raramente avvertiamo nelle canzoni una sincera sintonia tra i due, per non dire del continuo ricorso a tonalità così alte che a lungo andare finisce per essere alquanto fastidioso, nè si può dire che questo giovi all’espressività delle loro performance. Magari, almeno una ballata come “In The Name Of Life”, poteva essere occasione per un approccio meno virtuosistico e più carico di pathos, eppure, dopo una parte iniziale, neanche in questo caso i due riescono a trattenersi nel cercare di sovrastarsi su tonalità alte.
Alla fine, il paradosso è che se prendiamo come a sè stante ogni singola canzone (o quasi) di “Brother Against Brother”, si resta sinceramente colpiti dalle due voci e dalla qualità dei brani: tuttavia, nell’insieme, dopo averne ascoltati già tre o quattro di seguito, inevitabilmente sorgono le perplessità che abbiamo espresso, per cui se questo confronto potenzialmente poteva essere molto interessante, di fatto, a nostro parere, non ha invece sortito pienamente i risultati che ci si poteva aspettare.

TRACKLIST

  1. Two Brothers
  2. What If
  3. City Of Gold
  4. Heaven Sent
  5. Haunted Heart
  6. Deadly Sins
  7. In The Name Of Life
  8. Demons In My Head
  9. Whispers In Darkness
  10. Valley Of The Kings
  11. Lost Son
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