BRUTUS – Murwgebeukt

Pubblicato il 04/02/2016 da
voto
7.0
  • Band: BRUTUS
  • Durata: 00:54:39
  • Disponibile dal: 08/01/2016
  • Etichetta: Willowtip Records
  • Distributore:

Un disco come “Murwgebeukt” o si ama o si odia, senza mezze misure. D’altronde, con ben cinquantaquattro minuti (!) di US death metal sul piatto, brutale e sanguinario alla maniera di Cannibal Corpse, Suffocation e primi Deeds Of Flesh, le cosiddette sfumature di giudizio e opinione faticano a trovare posto, soppiantate da una ferocia e da un’intensità a livello esecutivo che sovente sfiorano le soglie del parossismo più sfrenato. Per questo loro attesissimo comeback, pluri-annunciato e pluri-rimandato in seguito alla morte del batterista/membro fondatore Ploegbaas, gli olandesi Brutus decidono di non guardare in faccia nessuno, né tanto meno di scendere a compromessi con le esigenze del mercato, esplorando ancora più in profondità quell’abisso di orrore e degenerazione scavato all’epoca del debutto “Slachtbeest”, nell’ormai lontano 2003. Il risultato – inevitabile date le premesse – è un’opera assolutamente monolitica, capace di mettere in seria difficoltà anche chi è solito sguazzare in certi laghi di sangue, incentrata su turbinii chitarristici frenetici, ritmiche assoggettate all’uso del blast-beat e vocals gutturali che non lasciano scampo all’ascoltatore, dietro cui è però possibile scorgere un songwriting ordinato e dalla forte impronta novantiana. I brani, grazie a questo approccio, ne guadagnano sia in termini di impatto che di efficacia, snodandosi attraverso un percorso sonoro che, una volta superata la fase di disorientamento iniziale, regala a più riprese riff e cambi di tempo contagiosi, modellati su un collaudatissimo mix di violenza, tecnica e ignoranza (sentire una “Judaswieg” o una “Lijdensweg” per credere). Il problema sorge quando nel finale, vista la mole impressionante della tracklist, i Nostri cominciano a ripetersi, ripiegando sulle stesse soluzioni e sulle stesse strutture udite soltanto qualche attimo prima, livellando verso il basso un giudizio che altrimenti sarebbe stato di mezzo punto superiore a quello riportato in calce. Un po’ di rammarico resta, ma possiamo garantirvi che i fan dei gruppi sopracitati, oltre che di tutta la corrente ‘brutal’, avranno ugualmente di che sollazzarsi, fatti a pezzi da uno degli album più intransigenti degli ultimi mesi.

TRACKLIST

  1. Prematuur
  2. Judaswieg
  3. Vernederd
  4. Lijdensweg
  5. Vrouwenhaat
  6. Kentering
  7. Verbolgen
  8. Gruweldaad
  9. Rubensvrouw
  10. Vulvanus
  11. Achterdocht
  12. Geestesziek
  13. Murwgebeukt
  14. Synopsis
  15. Teloorgang
  16. Ter Ziele
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