BUD TRIBE – Roll The Bone

Pubblicato il 14/07/2009 da
voto
8.0
  • Band: BUD TRIBE
  • Durata: 00:52:43
  • Disponibile dal: 14/02/2009
  • Etichetta: My Graveyard Productions
  • Distributore: Masterpiece

Dopo undici anni dalla pubblicazione del discreto debutto “On The Warpath”, la Bud Tribe di Daniele "Bud" Ancillotti, frontman della Strana Officina, rientra in corsa con “Roll The Bone”, un album che rimarrà a lungo nei lettori degli amanti del metal più classico. Affiancato dal fratello Sandro "Bid" Ancillotti al basso e dai due Sabotage Leo Milani e Dario Caroli alla chitarra e alla batteria rispettivamente, il mastodontico singer torna con un disco che per certi versi può essere considerato come il naturale proseguo della carriera della Strana Officina. Lo stile infatti è quello: un insieme variegato di heavy metal ottantiano, accostabile alla NWOBHM, alla corrente tedesca nei frangenti in cui la sezione ritmica spinge sull’acceleratore e con un retrogusto rock nei momenti più rilassati. Da sottolineare come il nuovo lavoro sia piu incline al metal rispetto al suo predecessore, al contrario più focalizzato sulla vena hard rock. Brani come la tellurica titletrack o la successiva “Holy War”, entrambe su ritmi sostenuti con la prima dal riffing serrato e la seconda più melodica sul ritornello, non lasciano dubbi circa le intenzioni del quintetto: nessun compromesso, nessun modernismo o effetto strano ma una manciata di brani duri come il granito arricchiti e stemperati da passaggi più introspettivi e a volte malinconici che spazzano via il rischio di scadere nel monotono. Chi conosce la Strana Officina infatti sa bene che a fianco a bordate da pogo tutte riff e adrenalina può trovare episodi dove è il gusto per la melodia a guidare il songwriting. Qui, come detto, la mano della Strana si sente e in effetti dopo le due colate metalliche sopra citate è il turno di “Mother’s Cry”, una lunga e ispirata suite divisa in cinque parti, alcune arpeggiate e dolci, altre più dirette e heavy. Ma è la seconda metà del lavoro a lasciare veramente il segno. Difficile infatti rimanere impassibili di fronte alle melodie accattivanti della già nota “Face The Devil”, una gemma articolata su ritmiche medie e accelerazioni improvvise che porta anche la firma di Fabio Cappanera, il defunto chitarrista della Strana. Per non parlare poi di “Ghost Dance”, dal taglio più rock e con un ottimo guitar work su cui si staglia la voce inconfondibile di Bud. “Starrider”, brano da headbanging in stile “Metal Brigade” già pubblicato sul precdedente EP, ci porta alla coppia finale “Non Sei Normale” e “Non Finirà Mai”, entrambi pezzi risalenti alla Strana. Per chi non li conoscesse, il primo è un up-tempo molto saxoniano e con un gran tiro, il secondo vira nuovamente verso ritmi medi con linee vocali molto melodiche e ispirate anche dal rock-blues italiano. I suoni sono ben curati e l’artwork semplice e discreto. Sebbene ci sia pervenuto con un certo ritardo, “Roll The Bone” ha dunque tutte le carte in regola per aggiudicarsi un posto di rilievo tra le ultime uscite in ambito classic.

TRACKLIST

  1. Forsaken World
  2. Roll The Bone
  3. Holy War
  4. Mother's Cry
  5. Gates Of Hades
  6. Face The Devil
  7. Ghost Dance
  8. Breaking The Spell
  9. Starrider
  10. Non Sei Normale
  11. Non Finirà Mai
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