BURIAL HORDES – Θανατος αιωνιος (The Termination Thesis)

Pubblicato il 27/11/2018 da
voto
8.0
  • Band: BURIAL HORDES
  • Durata: 00:43:03
  • Disponibile dal: 14/09/2018
  • Etichetta: Folter Records
  • Distributore:

Sei brani per circa quarantacinque minuti di musica: numeri che la dicono lunga sull’evoluzione stilistica messa in atto dai Burial Hordes nei solchi della loro ultima fatica in studio. Partiti come discepoli dell’estremismo più disadorno e poco incline all’apertura mentale, i Nostri avevano lanciato i primi, importanti segnali di cambiamento con l’apprezzato “Incendium” (2014) e il successivo EP “Extinction” (2016), tingendo di obliquità una proposta fino a quel momento del tutto scabra e ‘no compromise’, ma è soltanto grazie al qui presente “Θανατος αιωνιος (The Termination Thesis)” che le cose vengono messe in chiaro, tanto da scomodare paragoni con alcune delle più sfuggenti e introspettive realtà del panorama black/death odierno. Musica che ha il sapore di una trance, di una catarsi sospesa tra i fumi e le nebbie di una qualche dimensione sotterranea, volta a intorpidire i sensi e la psiche dell’ascoltatore per un risultato finale assolutamente avvolgente. Un incedere stentoreo che ha il grande pregio di non scadere negli eccessi e nelle ostentate complicazioni di alcune uscite Profound Lore o Dark Descent, in cui ‘ipnotico’ non diventa mai sinonimo di ‘pretenzioso’. Sotto questo punto di vista, la presenza in line-up di una delle colonne della roccaforte Dead Congregation – il chitarrista K.T. – funge da conforto e sicurezza, in quanto prerogativa di un sound visionario e al contempo pratico, sempre attento a filtrare le alchimie di un gruppo come i Deathspell Omega attraverso i valori della scuola death e black metal dei Nineties. Fin dalla mastodontica opener “Human Condition (Isolation-Meaningless-Mortality)”, vige quindi la nobile arte del riff, vero e proprio punto di riferimento di un songwriting che, tra assalti circolari, suggestive digressioni cosmiche e rallentamenti profondissimi, denota ad ogni suo passaggio un raro senso dell’equilibrio e della compattezza. Probabilmente occorrerà più di un semplice ascolto per addentrarsi in questo denso vortice materico, ma – come da consuetudine dei grandi dischi – lo sforzo potrà dirsi ricompensato.

TRACKLIST

  1. Human Condition (Isolation-Meaninglessness Mortality)
  2. Thrownness and Fallenness of Being
  3. Lurk in the Shadows
  4. Erkenntnis
  5. Death Is Omnipotent
  6. From Synthesis to Aposynthesis
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