BURIAL INVOCATION – Abiogenesis

Pubblicato il 03/07/2018 da
voto
8.0
  • Band: BURIAL INVOCATION
  • Durata: 00:43:13
  • Disponibile dal: 06/07/2018
  • Etichetta: Dark Descent
  • Distributore: Audioglobe

Ritrovarsi dopo una scomparsa prematura. Ritrovarsi e riprendere esattamente da dove tutto si erano interrotto. E’ questo in sintesi ciò di cui si sono resi artefici il chitarrista/cantante Cihan Akün e i restanti membri dei Burial Invocation, riportando in superficie un progetto con il quale, ormai quasi un decennio fa, erano riusciti e emergere dalle torbide acque dell’underground death metal. Il loro percorso si era inaspettatamente arrestato nel 2012, quando, praticamente all’indomani della pubblicazione di un apprezzato split con gli Anatomia, i musicisti avevano professato l’intento di intraprendere nuovi percorsi artistici, lasciando di fatto la band in un limbo. Adesso, recuperata la linfa creativa e instaurata un’intesa degna degli esordi grazie all’innesto di forze fresche, Akün e i suoi nuovi compagni si sono dati appuntamento in studio per un ritorno artistico d’indubbia suggestione.
Se il debut EP “Rituals of the Grotesque” – una delle prime pubblicazioni della oggi affermatissima Dark Descent Records – aveva rappresentato una sorta di fulmine a ciel sereno fra gli amanti del death metal più catacombale, quasi alla pari delle prime prove dei titanici Dead Congregation, questo primo full-length dal titolo di “Abiogenesis” già da un primo frettoloso ascolto fa capire che fra questi solchi ci sono anni d’ascolti non solo di vecchio death metal di matrice finlandese (punto fermo e di partenza di tutta la vicenda Burial Invocation), ma pure una spiccata passione per corrieri cosmici, visioni progressive e sperimentatori sonori.
A livello di atmosfere e gusto melodico, oggi i brani veleggiano spesso verso Oriente, mescolando pura potenza con inserti ipnotici e misteriosi, in un accavallarsi di avanzate marziali, graffianti accelerazioni e inaspettati break armoniosi, per un groviglio di suggestioni spesso capace di sfociare in un mantra verso il cielo.
I pezzi sono molto lunghi – la durata media si è più che raddoppiata rispetto alle canzoni degli esordi – e a colpire non è solo la ricchezza del songwriting, ma anche la disciplina e l’equilibrio con cui i vari segmenti sono stati assemblati. Di rado si ha l’impressione che il gruppo si ripeta o allunghi il brodo per il gusto di risultare pesante e opprimente ad ogni costo (come a volte avviene davanti a certe opere doom-death e affini); al tempo stesso, non si arriva quasi mai a pensare che i turchi saltino sin troppo in fretta da un registro all’altro. Forse i ragazzi si sono lasciati ispirare da nuove realtà come i Blood Incantation quando si è trattato di strutturare le composizioni: in ogni caso, più o meno come quelle degli ormai celebri americani, le loro tracce si sviluppano in armonia, ora invitando all’introspezione e virando verso atmosfere evocative, ora procedendo per ritmi martellanti e ostentazione old school, denotando dunque sia grande forza, sia capacità attrattive.
Nel complesso, “Abiogenesis” non tradisce insomma le aspettative dei numerosi fan e curiosi, presentandosi come un lavoro capace tanto di restare in contatto con i contenuti e le atmosfere di “Rituals of the Grotesque”, quanto di avventurarsi un pochino fuori dagli schemi, creando sodalizi sonori non sempre facilmente catalogabili. Per qualcuno il tutto potrà suonare comunque retrò, per altri magari alternativo. Di certo, una performance senza sbavature da parte di una realtà talentuosa, che ha visto finalmente avverarsi il desiderio di ritornare con un full-length in un panorama underground sempre più ricettivo per proposte come questa.

TRACKLIST

  1. Revival
  2. Abiogenesis
  3. Visions Of The The Hereafter
  4. Phantasmagoric Transcendence
  5. Tenebrous Horizons
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