7.0
- Band: BURIED INSIDE
- Durata: 00:39:59
- Disponibile dal: 30/01/2005
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Self
Tra Converge, Breach e certi Mastodon ecco arrivare i Buried Inside, quintetto canadese oggi accasato presso la Relapse Records ma con già all’attivo due full length, “I And Of The Self” e “Suspect Symmetry”, usciti rispettivamente per Matlock Records e Cyclop Media. Il nuovo “Chronoclast”, giudicando dai titoli dei brani e dal sottotitolo “Selected Essays On Time-Reckoning And Auto-Cannibalism”, si presenta quasi come la colonna sonora di un trattato di filosofia. Colonna sonora devota ad un sound post hardcore estremo ma in certi casi anche ampiamente melodico ed evocativo, fatto di una costante alternanza di pieni e vuoti, di furia cieca e calma piatta. La formula non è nuova ma il gruppo se la cava bene nel rielaborare le varie diramazioni del genere, arrivando in apertura, con canzoni come “Time As Ideology”, “Time As Surrogate Religion” e “Time As Imperialism” a produrre addirittura dei piccoli capolavori. Interessanti e inaspettati sono poi “Introduction” e “Reintroduction”, intro dai connotati doom che fanno venire alla mente i finlandesi Callisto e, soprattutto nel secondo caso, persino i Paradise Lost! La band suona bene, può vantarsi di avere un cantante capacissimo e gode di una resa sonora di tutto rispetto, opera di Matt Bayles (Mastodon, Burnt By The Sun). Peccato però che nel finale manchino quasi del tutto gli spunti avvincenti dell’inizio! “Time As Commodity” e “Time As Resistance” infatti purtroppo annoiano non poco e risultano solamente delle copie sbiadite delle song poste nella prima parte della tracklist. “Chronoclast”, senza questo inconveniente, avrebbe senz’altro potuto guadagnare un gran bel voto, invece sfortunatamente ci tocca essere un pochino più severi e consigliarlo solo a chi stravede per i gruppi citati ad inizio recensione. Sarà per la prossima volta?
