BURN AFTER ME – Ascent

Pubblicato il 03/12/2013 da
voto
6.5
  • Band: BURN AFTER ME
  • Durata: 00:34:00
  • Disponibile dal: 24/10/2013
  • Etichetta: Fire Was Born
  • Distributore:

Mosh hard. Live harder. Questo il motto dei nostrani Burn After Me. Metalcore di prima fattura, che ben poco ha da invidiare alle realtà più affermate del genere. Certo, anche qui non si ha da dire niente di nuovo. Ma da apprezzare sicuramente il fatto che l’estetica del progetto è ben curata: artwork di notevole fattura, produzione di alti livelli e immagine curata. Saranno fattori che a pochi importano, anche se risultano fondamentali per quanto riguarda l’appeal con cui (tentare di) emergere dal calderone surriscaldato di band che affollano questo panorama musicale. Questo “Ascent”, pur di otto tracce, viene considerato il secondo EP della formazione di Novara, dopo il precedente “Healing My Wounds” e conferma la qualità indiscussa dei ragazzi, la loro potenza e la loro determinazione ad affermarsi anche al di là dei confini nazionali. Basti pensare che sono nati solo l’anno scorso. In pieno stile Rise To Remain (ma potremmo dirne altri cinque o sei) un trigger ipercompresso di doppia cassa accompagna i riff incalzanti e le melodie delle chitarre, condite dalla voce potente di Robi. Un peccato che la intervalli a parti più pulite che , nonostante siano un cliché per il genere, risultano per conformazione vocale molto più fiacche. Anche la tirata “Abductions”, da cui è stato tratto il primo videoclip, si spegne proprio nei ritornelli in clean vocals. Da segnalare il brano centrale “Ascent”, uno strumentale di musica elettronica, che spezza i ritmi ma che fa drizzare le orecchie. Purtroppo (in senso di novità) ben poco ne viene ripreso nel seguito del disco che continua, invece, sulle coordinate della prima metà. I brani son sempre potenti e decisi. Un esempio su tutte, “Revive The Lights”, altra canzone da cui è tratto il curatissimo ed efficacissimo videoclip. Che dire? Una band che è partita in quarta. Un disco ben suonato, ben prodotto, dall’estetica curata, ben promosso. Puzza quasi di “perfetto”. Tutto bene. Più che bene. Ma è uguale ad altre duecento proposte di un genere, forse, che ha detto quasi tutto quello che doveva dire. Ed è un peccato, perché la qualità indubbia dei ragazzi possa venire contraffatta dall’appellativo di “copia”.

TRACKLIST

  1. All Over
  2. Mindset
  3. 2nd To Noone
  4. Ascent
  5. Brakeless
  6. Revive The Lights
  7. Head Down
  8. Abductions
1 commento
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